Einaudi ripubblica Vita di Galileo di Bertold Brecht

Einaudi ha recentemente ridato alle stampe la celebre pièce teatrale “Vita di Galileo” di Bertold Brecht , la cui prima stesura risale al 1939. In quest'opera Brecht, tra le figure più influenti del teatro novecentesco, non tratteggia la biografia di Galileo Galilei, ma si concentra a narrare i fatti strettamente correlati alle più celebri scoperte dello scienziato italiano.

L'opera del drammaturgo tedesco vanta tre stesure diverse, operate nell'arco di circa vent'anni, e viene unanimemente considerato uno dei capolavori del teatro del novecento. Sono decine le riedizioni dello scritto, e le mise en scène del dramma, che si sono susseguite dagli anni 30 a oggi, per un'opera grandemente apprezzata dal pubblico di ogni parte del mondo. I fatti narrati sono collocati durante il periodo padovano dello scienziato. Galileo insegna discipline matematiche all'Università della città, e contemporaneamente porta avanti suoi studi in merito alla teoria di Copernico, in netta contrapposizione con le teorie aristoteliche sul movimento degli astri. A Galileo era consentito proseguire le proprie ricerche grazie alle leggi vigenti all'epoca nella Repubblica di Venezia, l'unico luogo in cui l'Inquisizione romana non aveva giurisdizione. In questo particolare momento della sua vita lo scienziato italiano non versava in condizioni economiche favorevoli, e si prodigò quindi nella progettazione di un cannocchiale che gli consentisse di ottenere degli introiti dalla Repubblica Veneta.
Questa invenzione, pur non procurandogli i guadagni sperati, gli consentì però di procedere nelle sue ricerche, e di convalidare teorie che fino a quel momento rimanevano solo sulla carta. Ma, a causa, delle sempre più aggravate ristrettezze finanziarie, Galileo fu costretto a trasferirsi a Firenze, città in cui, secondo gli auspici dello scienziato, avrebbe potuto ottenere consensi e denaro grazie alle sue ricerche. Ma il primo incontro con Cosimo de' Medici si rivelò disastroso e controproducente per Galilei. Durante il quale, infatti, a dispetto delle previsioni, una delegazione di filosofi e matematici ingaggiati dal politico fiorentino si rifiutò di osservare attraverso il cannocchiale costruito dallo scienziato pisano. Successivamente, nonostante l'arrivo della peste, Galileo decise di rimanere a Firenze e continuare i suoi studi sugli astri. Cristoforo Clavo, astronomo, fu il primo personaggio influente ad approvare le ricerche dello scienziato, nonostante i numerosi dissensi delle istituzioni ecclesiastiche. Nel frattempo, però, le teorie di Copernico trovano il veto della Chiesa, e anche Galileo viene intimato a interrompere i suoi studi. Negli otto anni successivi, infatti, lo scienziato si dedicherà alla fisica, abbandonando temporaneamente l'astronomia. Riprese i suoi studi solo in seguito all'elezione di Papa Barberini, confidando nella clemenza dello stesso. Ma così non fu, e Galilei si ritrovò davanti all'Inquisizione a ritrattare le sue tesi, operando il solo gesto che gli avrebbe garantito nuovamente la libertà. L'opera di Brecht vuole essere una metafora della condizione del drammaturgo durante la persecuzione nazista. Per poter valutare con attenzione l'opera, bisogna infatti analizzare il periodo in cui Brecht scrisse il testo. Proprio nel 1939, infatti, scoppia il secondo conflitto mondiale, e i tumulti che coinvolsero la Germania in quel periodo influenzarono profondamente in drammaturgo, sempre più ostracizzato dal suo stesso popolo. La vicenda esistenziale del poeta tedesco viene così a collimare con la biografia dello scienziato italiano, uniti nella volontà di far valere la libertà di pensiero, e la propria visione della verità.