Cultura in Galleria

Cultura in Galleria
nona edizione

rassegna culturale ideata e condotta da
Massimiliano Finazzer Flory


Libreria Rizzoli
Galleria Vittorio Emanuele II , Milano



edizione 2008/2009

edizione 2007/2008


Giunge alla nona edizione la consueta matinée della domenica con i libri.
Filosofia, saggistica, narrativa e altre novità editoriali selezionate
che Massimiliano Finazzer Flory presenta in dialogo con gli Autori.

 

domenica 12 ottobre
Cittadinanza. Riflessioni filosofiche sull'idea di emancipazione
ed. Feltrinelli
di Salvatore Veca
interviene l'Autore


domenica 19 ottobre

Il cappotto di Proust
ed. Portaparole
di Lorenza Foschini
interviene l'Autrice

 


domenica 26 ottobre

Come nascono le idee
ed. Laterza
di Edoardo Boncinelli
interviene l'Autore

 


domenica 2 novembre

Nuovi nonni per nuovi nipoti
ed. Mondadori
di Silvia Vegetti Finzi
interviene l'Autrice


domenica 9 novembre
Romualdo Marenco. La riscoperta di un pioniere
ed. Excelsior 1881
di Luca Federico Garavaglia
interviene l'Autore

 


domenica 16 novembre

L'Italia in gabbbia. Il volto politico della crisi economica
ed. Egea Università Bocconi Editore
di Guido Tabellini
interviene l'Autore

 


domenica 30 novembre

La città come opera d'arte
ed. Einaudi
di Marco Romano
interviene l'Autore

 

domenica 11 gennaio
Molte Nature. Saggio sull'evoluzione culturale
ed. Raffaello Cortina Editore
di Enrico Bellone
intervengono l'Autore e Corrado Sinigaglia

 


domenica 25 gennaio
Trattato della lontananza
ed. Bollati Boringhieri
di Antonio Prete

Leopardi e il canto dell'addio
ed. Marsilio
di Alberto Folin
intervengono gli Autori



domenica 8 febbraio
Oblio e memoria del sacro
ed. Moretti & Vitali
di Vincenzo Vitiello
interviene l'Autore

 


domenica 22 febbraio

Filippo Tommaso Marinetti. Il genio che inventò il Futurismo
ed. Mondadori
di Giordano Bruno Guerri
interviene l'Autore

 


domenica 22 marzo - ore 15
Il pensiero come stile
ed. Bruno Mondadori
di Ermanno Bencivenga
interviene l'Autore



Tutti gli incontri sono condotti da Massimiliano Finazzer Flory
Inizio ore 11
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

Il gioco serio dell'arte, terza edizione

Il gioco serio dell'Arte
terza edizione

rassegna culturale ideata e condotta da
Massimiliano Finazzer Flory


Galleria Nazionale di Arte Antica
in Palazzo Barberini, Roma



dal 13 ottobre 08 al 4 maggio 09
il lunedì alle ore 18.30
via Quattro Fontane, 13


Il gioco serio dell’Arte è uno stare di fronte e attraverso l’opera d’arte. Soprattutto attraverso.
Questa è la posizione preferita per chi vuole pensare. Del resto l’arte ha bisogno da sempre di questo spazio.
E questo spazio non è solo fisico.

Riguarda qualcosa che ha a che fare con dimensioni non del tutto sondabili eppure significative. Di più necessarie.
Questo spazio è rappresentato dall’interrogazione, dalla domanda nutrita dalla memoria. E dall’immaginazione.

Forse allora il senso dell’arte è un divenire qualcos’altro, dove questo altro ri-guarda la nostra esistenza. Dove il mistero è il movente, e l’imparare a vedere la nostra destinazione. Così il Gioco serio abbraccia l’opera d’arte, senza soffocarla in un unico sapere, al contrario alzando la posta in palio della nostra conoscenza con un approccio interdisciplinare.

Ed è in questo modo che in questa terza edizione Il gioco serio dell’Arte mette in rapporto arti e artisti di epoche diverse, connette antiche percezioni e nuove emozioni, pronuncia un discorso per invitare a riflettere e a rappresentare la nostra con-temporaneità. Anche quest’anno in ogni evento una parola si offre come terreno di riflessione e rappresentazione estetica ed etica. Appare perciò una nuova immagine dell’opera d’arte come oggetto e soggetto al tempo stesso di una trama di rapporti con temi filosofici, storici, letterari, scientifici.

Massimiliano Finazzer Flory

Il gioco serio dell'Arte
novità editoriale

 


Lunedì 13 ottobre 2008 ore 18.30

 

Caravaggio e Francis Bacon - Corpo
Con Maurizio Ferraris e Anna Coliva
Letture teatrali con Alessandro Quasimodo
Coreografie di Gilda Gelati, prima ballerina del corpo di ballo della Scala di Milano

 

Il corpo è solo carne?
Da sempre è pensato anche come metafora, sede dello spirito, dell’anima…
E in questo accostamento tra Caravaggio e Bacon il corpo umano subisce una progressiva modificazione fino a svelare anatomie squarciate, deformazioni fisiche, tele insanguinate che rinviano a significati simbolici e provocatori che si separano dalla materia e divengono specchio del tempo per ragionare sulla percezione che l’uomo ha di se stesso.

 

Natura restar temea
Da la tua mano in ogni imagin vinta,
Ch’era da te creata e non dipinta.

Giovan Battista Marino, In morte di Michelangiolo da Caravaggio

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (Caravaggio o Milano 1571 ca. - Porto Ercole 1610)
Il principale esponente della pittura naturalista del XVII secolo. Caravaggio è celebre in tutto il mondo per le sue composizioni di luce e ombra e l’uso rivoluzionario del chiaroscuro. Tra i suoi capolavori: Bacchino malato; Canestra di frutta; Riposo in Egitto; Maddalena penitente; Cena in Emmaus; Vocazione di Matteo; Giuditta che decapita Oloferne; David con la testa di Golia.

 

L’immagine che cerco sta come una specie di funambolo sulla corda tesa
che separa la pittura cosiddetta figurativa da quella astratta.

Francis Bacon, L’art de l’impossible

Francis Bacon (Dublino 1909 – Madrid 1992)
Appartenente ai capigruppo della Nuova figurazione, Bacon esprime, al di là dei rapporti con le avanguardie, l’inquietudine della modernità, con influssi espressionisti ed esistenzialisti, analizzando e scomponendo il corpo umano, una realtà fatta di carne quasi fosse “un fiume di carne”. Tra i suoi capolavori: Tre studi di figura per la base di una Crocifissione; Ritratto di papa Innocenzo X; Studio per un ritratto; Getto d’acqua.

 

 

 


Lunedì 17 novembre 2008 ore 18.30

 

Il Bronzino ed Eleonora Duse - Bellezza
Con Giordano Bruno Guerri
Letture teatrali con Laura Marinoni

 

È bello ciò che è bello o è bello ciò che piace?
Di Eleonora Duse è stato scritto che nelle sue interpretazioni ”negava l’angoscia e la trasformava in bellezza”. Ma come si riflettono le inquietudini della modernità sul canone classico della bellezza? Se per il Bronzino la bellezza passa attraverso la mano per la Duse è invece domanda che si declina inevitabilmente in altro: la voce è il medium? Se per l’uno la bellezza è invocata per l’altra è pro-vocata…

 

Bronzino fiorentino pittore […] nell’arte ha fatto i medesimi frutti che Jacopo da Puntormo suo maestro;
e vivendo et operando merita quelle infinite lodi che tutto di sé gli danno.
Giorgio Vasari, Le Vite de’ più eccellenti, architetti, pittori

 

Agnolo di Cosimo di Mariano Tori detto Il Bronzino (Monticelli 1503 – Firenze 1572)
Allievo di Raffaellino del Garbo e del Pontormo, interpreta lo stile della “Maniera” dell’epoca al contempo normalizzandolo e trasformandolo. Nelle sue opere si avvertono influssi di Michelangelo, spinte intellettuali e neoplatoniche. Trai suoi capolavori i ritratti di Bartolomeo e Lucrezia Panciatichi; il Giovane col liuto, Allegoria con Venere, Amore e il Tempo; Ritratto di artista.

 

Recitare? Che brutta parola! Se si trattasse di recitare soltanto – io sento che non ho saputo e non saprò mai recitare! Quelle povere donne delle mie commedie […] io mi metto con loro e per loro e le frugo…
Eleonora Duse, Lettera a D’Arcais

 

Eleonora Duse (Vigevano 1858 - Pittsburgh, Pennsylvania, 1924)
La più grande attrice dell’Ottocento e figura di donna carismatica che ha saputo innovare la scena teatrale italiana e non soltanto con le sue interpretazioni modernissime, “nervose”, “cerebrali” e intrise di “sottile naturalezza”. Indimenticabili: Spettri, Hedda Gabler, Casa di bambola, La donna del mare di Ibsen e i drammi dannunziani.

 

 

 

Lunedì 1 dicembre 2008 ore 18.30

 

Miguel de Cervantes e Paul Klee - Fantasia
Con Carlo Sini
Coreografie di danza contemporanea

Che rapporto c’è tra la realtà e la fantasia?
Sfogliando le pagine dei diari di Paul Klee riscopriamo i tratti della fantasia e dell’anticonformismo, diversamente o contraddittoriamente interpretati nel corso degli anni. Per il pittore la fantasia ha forme e figure geometriche. Eppure le stesse tensioni ideali si possono applicare anche a Cervantes e al suo antieroe della modernità, il Chisciotte, sempre in bilico, come ricordava lo scrittore russo Nabokov, sull’orlo della normalità.

 

Che giganti ? – domandò Sancio Panza
Quelli là – rispose Don Chisciotte – con le braccia lunghe. Alle volte alcuni le hanno di quasi due leghe.

Miguel de Cerevantes, Don Chisciotte

 

Miguel de Cervantes (Alcalá de Henares 1547 - Madrid 1616)
Uno dei maggiori rappresentanti del « Secolo d’oro » spagnolo, Cervantes segna con la sua opera la nascita del romanzo moderno e incarna nella sua produzione il delicato passaggio dal Rinascimento al Barocco. La fantasia, l’utopia, la follia erodono le convenzioni per l’affermazione dell’individuo nella società. Tra i suoi capolavori: Galatea; Novelle esemplari; Don Chisciotte; Otto commedie e otto intermezzi.

 

 

 

Una linea attiva che si svolge liberamente, un vagare fine a se stesso, senza meta. L’agente è un punto che si sposta.
Paul Klee, Quaderno di schizzi pedagogici

 

Paul Klee (Münchenbuchsee, presso Berna, 1879 - Locarno 1940)
Tra i più importanti maestri dell’arte moderna. Pittore e incisore Paul Klee lavora sul colore e sulla luce in opere oniriche, ricche di stupore, in cui si libera l’inconscio, ove si avvertono influssi impressionisti ed espressionisti. Decisivi gli incontri con Vasilij Kandinskij, Franz Marc, Robert Delaunay e August Macke e il periodo di insegnamento al Bauhaus. Tra le sue creazioni: La Macchina cinguettante; Strada principale e strade secondarie; La morte e il fuoco.

 

 

 

Lunedì 12 gennaio 2009 ore 18.30

 

Blaise Pascal e Andy Warhol - Il Figlio di Dio
Con mons. Rino Fisichella
Letture teatrali con Emanuele Carucci Viterbi

 

Il Figlio di Dio è ancora Dio?
L’interrogazione è centrale nella tradizione cristiana.
Il tema è ripreso anche da Warhol in un’indagine in cui volutamente si confonde l’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica con l’unicità, il sacro con il profano. Una ricerca di spiritualità per immagini a cui fa eco in altro contesto culturale la ricerca della parola del Compendio della vita di Gesù Cristo di Blaise Pascal. Due vie per attingere e sondare l’insondabile, due strade per avvicinare il mistero del figlio di Dio. Perché per l’Occidente la riflessione sull’immagine è inevitabile.

 

L'uomo è solo una canna, la più fragile della natura; ma una canna che pensa. […]
Tutta la nostra dignità sta, dunque, nel pensiero.

Blaise Pascal, Pensieri

 

Blaise Pascal (Clermont, oggi Clermont-Ferrand 1623 - Parigi 1662)
Matematico, fisico, filosofo e scrittore Pascal esprime appieno le tensioni del proprio tempo nella profonda meditazione religiosa da un lato e negli studi scientifici e filosofici dall’altro, in un confronto che non esclude Montaigne e Cartesio. Anticipatore dell’esistenzialismo è autore dei Pensieri (raccolti postumi) che sono una raffinata “apologia” della fede e dello spirito di geometria.

 

Come si può dire che uno stile è migliore di un altro? […]
Questo stile o quello, questa o quell’immagine dell’uomo, non fa nessuna differenza.
Andy Warhol, Intervista

 

Andy Warhol (Pittsburgh 1928 - New York 1987)
Artista e regista americano, esponente di spicco della pop-art d’oltreoceano è uno dei personaggi più significativi dell'avanguardia internazionale. Sperimentatore d’immagini dalla ripresa dell’objet trouvé di Duchamp alle tecniche fotografiche e serigrafiche Warhol rilegge in chiave desacralizzante i “miti d’oggi”. Tra le sue opere: le serie Elvis Presley, Marlon Brando, Jacqueline Kennedy, Marilyn Monroe; Gli incidenti stradali; L’ultima Cena; i film: Sonno ed Empire.

 

 

 

Lunedì 2 febbraio 2009 ore 21.00

*Auditorium Parco della Musica - sala Sinopoli
L’orecchio di Beethoven

 

Un’intensa performance teatrale, scritta e interpretata da Massimiliano Finazzer Flory, che mette in scena - nel dialogo tra parole e musica - la biografia del grande compositore tedesco, narrando la vita, i successi e le disperazioni di un uomo che inventò una certa idea d’Europa.
Non solo la sordità non impedì a Beethoven di comporre musica, al contrario egli riuscì a sentire il cuore, la mente, l’autentica energia del mondo. Perché la musica non rappresenta la gioia o il mistero. La musica è gioia, mistero....

 

Con il Quartetto d'Archi: Fulvio Liviabella (violino), Rodolfo Cibin (violino), Giorgio Baiocco (viola), Marco Radaelli (violoncello).

 

 

 

Lunedì 9 marzo 2009 ore 18.30

 

Jan Vermeer e Giorgio Morandi - Terra
Con Franco Farinelli
Letture teatrali con Rossella Falk

 

Quando la terra non è più soltanto tonda?
Dal Geografo di Vermeer alle nature morte di Morandi il rapporto con lo spazio fisico è fonte di studio e terreno d’azione privilegiato per l’artista.
Ma come sono cambiate le mappe dello spazio? Alla ricerca di nuove forme come è mutata la nostra sensibilità in rapporto all’ambiente? Dalle antiche cosmografie ai viaggi delle nuove astronomie la visione della Terra ha inevitabilmente creato filosofie differenti, talora contrastanti, sempre tese all’infinito.

 

Alla fine, giunse davanti al Vermeer […] Le vertigini aumentavano. Lui non staccava lo sguardo
dal prezioso lembo di muro, come un bambino da una farfalla gialla che vorrebbe catturare.

Marcel Proust, La prigioniera

 

Jan Vermeer (Delft 1632 – Delft 1675)
Pittore olandese del Seicento è straordinario interprete della società e delle scene d’interni dell’epoca. Nei suoi colori e nella luce dosati con maestria Vermeer sembra cercare la sospensione del tempo. Quotidianità sollevata al di sopra dei limiti spazio-temporali e allegorie rese, al contrario, concrete, quasi palpabili. Tra i suoi capolavori: L’astronomo; Dama in piedi davanti alla spinetta; La lettrice; Il geografo; Veduta di Delft;La lettera d’amore.

 

Ritengo che il temperamento, la mia natura incline alla contemplazione, mi abbiano portato a questi risultati.
Non potrei dire di più; è molto difficile per un artista dare delle ragioni.
Giorgio Morandi, Intervista

 

Giorgio Morandi (Bologna 1890 – Bologna 1964)
Nella sua attività “modernamente problematica” di pittore e incisore Morandi si accosta in un primo momento al futurismo e alla pittura metafisica di De Chirico, ma se ne allontana per riscoprire la passione per l’Umanesimo, l’arte antica e, nella modernità, per Cézanne e Henry Rousseau. Celebri i suoi Paesaggi e le Nature morte, tra cui quelle delle collezioni Lorenzelli, Mattioli e Giovanardi e le incisioni: la Casetta con il portico e il cipresso, i Sobborghi di Bologna.

 

Lunedì 6 aprile 2009 ore 18.30

 

El Greco e Luis Buñuel - Notte
Con Pino Farinotti
Con proiezione di sequenze cinematografiche

 

Quando la notte non è solamente buio?
Da sempre l’uomo usa la notte. Per il riposo. E per il ricordo.
Eppure l’estetica sur-realista del cinema di Buñuel non teme di far cadere la maschera sul lato oscuro dell’animo umano, nella liberazione del potere dell’inconscio, nella rappresentazione senza veli dei simboli del male e dello scandalo. La notte si diffonde, invece, sugli sfondi cupi di El Greco dove volti e personaggi emergono taglienti nelle ombre delle tele, per sprigionare a loro volta quello che è stato definito un appassionato e crudele ascetismo.

 

Creta gli diede la vita e l’arte, Toledo una patria migliore, dove morendo ha raggiunto la vita eterna.
Fray Hortensio Félix Paravicino, Sonetto dedicato a El Greco

 

Domenikos Theotokopoulos, detto El Greco (Candia, Creta, 1541 – Toledo 1614)
Uno degli artisti più apprezzati della sua epoca El Greco testimonia del passaggio dallo stile di produzione di icone post-bizantine a un nuovo modello di pittura europea. In particolare, preconizza il Barocco con le raffigurazioni dei santi penitenti e arricchisce le opere di tratti pre-espressionisti per catturare l’animo dei soggetti rappresentati come nel caso della Pentecoste. Tra i suoi capolavori: Don Fernando Niño de Guevara; Cena in casa di Simone; Immacolata; Laocoonte.

 

Proposi di bruciare il negativo del film in place du Tertre a Montmartre. Lo avrei fatto senza la minima esitazione, lo giuro, se avessero accettato. Immagino spesso nel mio giardinetto, un rogo dove bruciare allegramente tutti i negativi,
tutte le copie dei miei film […]. Ma la proposta fu respinta.
Luis Buñuel, Dei miei sospiri estremi

 

Luis Buñuel (Calanda, Spagna, 1900 – Città del Messico 1983)
Con L'âge d'or scritto insieme a Salvador Dalí il grande regista spagnolo introduce il cinema alla poetica surrealista. Tra scandalo e clamore, prosegue la sua ricerca tra pulsioni, denuncia e onirismo. Si accosta all’universo di Goya, reinterpreta le suggestioni del romanzo picaresco durante l’esilio in Messico, e volge, nella nuova stagione, al “trittico della verità” per realizzare, infine, una delle sue opere più note: Quell'oscuro oggetto del desiderio.

 

 

 

Lunedì 4 maggio 2009 ore 18.30

Isaac Newton e Lucio Fontana - Relativismo
Con Edoardo Boncinelli
Intervento al violoncello (Bach; Sakamoto)
Letture teatrali con Patrizia Zappa Mulas

Si dice che tutto è relativo… Ma a che cosa?
Bisogna far chiarezza sul termine per non restare imprigionati in gabbie ideologiche. Come ripensare oggi i concetti di spazio e di tempo dopo le rivoluzioni della scienza moderna e dell’arte contemporanea? Quale forma adotta il relativismo se ripensiamo ai Principia Mathematica di Newton e allo spazialismo di Lucio Fontana? Come interagiscono arte e scienza? Quale enigma si cela dietro alla forma ellittica da entrambi esaminata nelle sue implicazioni geometriche, filosofiche, estetiche, simboliche?

 

Non so che immagine abbia di me il mondo, ma io mi vedo come un bambino che gioca sulla riva del mare e
di tanto in tanto si diverte a scoprire […] una conchiglia più bella, mentre davanti mi si stende, inesplorato l’immenso oceano della verità.

Isaac Newton citato da Brewster, Memoirs of Newton

 

Sir Isaac Newton (Woolsthorpe, Lincolnshire, 1642 - Kensington, Middlesex, 1727)
Fisico, matematico e astronomo inglese Newton è uno dei padri della scienza moderna. A lui si devono decisive scoperte sul calcolo infinitesimale, sulla natura della luce e sulla teoria della gravitazione universale. I Princìpi matematici della filosofia naturale, pubblicati nel 1687, in particolare, espongono le dottrine che danno inizio a una vera e propria rivoluzione nell’ambito della ricerca scientifica.

 

Nella mia professione di pittore, facendo un quadro con un taglio, non voglio fare un quadro: apro uno spazio, una dimensione nuova nell’orientamento delle arti contemporanee...
Lucio Fontana, Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione

Lucio Fontana (Rosario de Santa Fe 1899 – Comabbio, Varese 1968)
Scultore e pittore Fontana, dopo una prima fase futurista e astrattista e l’adesione ad “Abstraction-Création”, entra in contatto con Brancusi, Miró e Tristan Tzara. Si susseguono sperimentazioni di forme e materiali che si articolano nello spazio: dai “buchi” alla serie dei “tagli”. Le sue ultime ricerche sono incentrate sullo spazialismo di cui redige il Manifesto. Tra le sue creazioni: Scultura in cemento nero, Vittoria dell'aria; le serie sui Concetti spaziali.

Il gioco serio dell'arte, quarta edizione


Il gioco serio dell'Arte
quarta edizione

rassegna culturale ideata da
Massimiliano Finazzer Flory


Roma
Galleria Nazionale di Arte Antica in Palazzo Barberini

via Quattro Fontane, 13
e
Teatro Eliseo
via Nazionale, 183

dal 26 ottobre 09 al 10 maggio 10
il lunedì alle ore 18.30

 


“Ciò che contraddistingue le menti veramente originali non è l’essere i primi a vedere
qualcosa di nuovo, ma il vedere come nuovo ciò che è vecchio,
conosciuto da sempre, visto e trascurato da tutti”.
Con queste parole Friedrich Nietzsche ripensava il rapporto fra tradizione e futuro.
Con queste parole poniamo l’accento sulla necessità di vedere e di assumere un nuovo
sguardo. Così prosegue la domanda de Il gioco serio dell’Arte snodandosi fra il doppio
movimento della memoria e dell’immaginazione.
L’opera d’arte si presta anche quest’anno per la quarta edizione della rassegna come
esercizio privilegiato per “mettere in scena” filosofia e letteratura,
teatro e musica, danza e vita.
Si rinnova così un appuntamento fra evento e ascolto. Attraverso lucide ed
emblematiche parole chiave ci si conduce a una riappropriazione del valore universale
dell’arte. Là, con un’antica sapienza, ritroviamo il segreto del nostro gioco:
l’amicizia del pensiero.


Massimiliano Finazzer Flory

 


Lunedì 26 ottobre 2009 ore 18.30 - Palazzo Barberini

 

Immaginare
Con Giulio Giorello
Letture teatrali con Patrizia Zappa Mulas

 

Non c’è nulla di così libero quanto l’immaginare. Perfino in noi stessi
Ma come si dà il rapporto tra arte e immaginazione? In un folgorante taccuino Ennio Flaiano ebbe a scrivere a proposito della relazione fra buoni e cattivi esemplari d’arte: “Leonardo mi invogliò a diventare pittore, me ne distolse una mostra personale di…” Chissà a chi si riferiva formulando uno dei suoi apologhi tinti di pungente ironia… Del resto, le opere riuscite ci invitano a provare anche noi e mascherano la fatica della loro costruzione. In quelle non riuscite, al contrario, la materia non è diventata forma e invecchierà male… Ma è davvero sempre così?

 


Lunedì 30 novembre 2009 ore 18.30 - Teatro Eliseo

 

Credere
Con Ermanno Bencivenga
Letture teatrali con Paola Gassman

 

Cosa significa credere?
Come recentemente è stato ben scritto l’atto del credere è un totale abbandono a un Altro dal quale ci si aspetta di ricevere la salvezza. Ma in modo analogo un amante si abbandona alla persona amata confidando nella sua comprensione e cura. In entrambi i casi l’aspettativa sembra irragionevole. Credere rimane allora una questione complessa, ciò che Kierkegaard chiamava “uno scacco per la ragione” che non si esaurisce neppure nei progressi della ricerca scientifica.

 

Lunedì 21 dicembre 2009 ore 18.30 - Teatro Piccolo Eliseo

 

Trasformare
Con Laura Cherubini
Letture teatrali con Sonia Bergamasco

Il potere di trasformazione dell’arte è uno dei suoi caratteri più importanti. Il cambiamento e l’apertura al nuovo ci consentono di conoscere gli altri e di conoscere al tempo stesso più profondamente noi stessi. Ma come accostare l’antica passione della metamorfosi di Ovidio alle parole dei contemporanei? Come leggere attraverso le forme e figure dell’arte i mutamenti del (mio) tempo? E del (mio corpo)?
E se a trasformare l’arte non fosse più l’artista? Ma il critico, di quale arte stiamo parlando?

 

Lunedì 18 gennaio 2010 ore 18.30 - Teatro Eliseo

Correre
Performance futurista con Massimiliano Finazzer Flory
Al pianoforte Daniele Lombardi
Con coreografie di danza contemporanea

Un omaggio a Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Movimento futurista.
Uno spettacolo che mette al centro “la mobile orchestrazione di immagini e di suoni” una serata anticonformista fatta di grida e gesti, di ebrezza e sintesi, dove la parola è novità, originalità, creatività, dinamismo. Dove la velocità assume il valore di paradigma della modernità nell’affermarsi e diffondersi della prima vera avanguardia storica italiana.
Per far rivivere l’energia psichica e il bisogno di futuro, una “serata futurista” con manifesti e poesie futuriste, musiche al pianoforte, coreografie di danza contemporanea e proiezione di immagini pittoriche di un’epoca che non può finire.

 

Lunedì 1 febbraio 2009 ore 18.30 - Teatro Eliseo

Raccontare
Con Vincenzo Cerami
Con proiezione di sequenze cinematografiche

 

Non sappiamo più raccontare. Perché? Forse abbiamo perduto la capacità di narrare storie? Oppure siamo pigri? Siamo ammalati di noia? Forse, come nella visone poetica di Hölderlin siamo “un segno che non indica nulla, / siamo senza dolore, e abbiamo quasi / perso il linguaggio in terra straniera”? Ma cosa vuol dire raccontare? Come si può ancora scrivere?
Una possibile risposta sta nell’esporsi al massimo rischio possibile, all’estraneità di quella terra “straniera” alla ragione, ma proprio per questo (anzi soltanto in questo modo) capace di offrire all’uomo un rapporto più autentico con la parola.

 

 

 

Lunedì 22 marzo 2010 ore 18.30 - Teatro Eliseo

 

Uccidere
Con Vittorino Andreoli
Letture teatrali con Galatea Ranzi

 

L’omicidio: l’atto più grave contro l’inestimabile dono della vita.
L’assassinio nella storia degli uomini assume varie forme: dalle guerre, ai fanatismi, all’espressione del lato più oscuro dell’animo umano, alle tragiche incarnazioni del male. Da sempre la letteratura e l’arte rappresentano questo atto alla ricerca di un superamento catartico quale antidoto di una colpa irreparabile. Un’azione che, al di là dell’orrore morale, suscita tutt’oggi interrogativi fondanti. Come non porsi domande radicali e inevase come quella di Primo Levi che coraggiosamente contro l’odio leva una voce autobiografica: “Se questo è un uomo”?

 

Lunedì 26 aprile 2010 ore 18.30 - Teatro Eliseo

 

Inquadrare
Letture Teatrali con Ugo Pagliai

 

Dalla pittura al cinema. Dal cinema alla pittura. Attraverso la realtà.
L’unità del racconto cinematografico non è l’inquadratura, punto di vista astratto sulla realtà, ma il fatto. Frammento di realtà bruta, in se stesso multiplo ed equivoco, il cui senso vien fuori solo a posteriori grazie ad altri fatti. Così uno dei padri delle teorie cinematografiche affrontava il “cadrage” e il “décadrage”, la scelta di un punto di vista d’elezione per osservare la realtà, per capire come va il mondo, per scegliere un’interpretazione dei fatti e della vita. Ma cosa è cambiato ora se con un telefono possiamo incorniciare il mondo?

 

Lunedì 10 maggio 2009 ore 18.30 - *Teatro Eliseo*

Abitare
Con Jeffrey Swann al pianoforte
Letture teatrali con Umberto Orsini

Cosa significa e come abitare oggi? Ri-pensare all’abitare vuol dire parlare di pietre che parlano e riflettere sul concetto di luogo e di spazio. Occorre inoltre soffermarsi sulle implicazioni di questa “occupazione” che rinviano a un senso di responsabilità etica: a quel “prendersi cura” e quel “custodire e coltivare” di biblica memoria.
Per Jacques Derrida la storia dell'architettura trova uno dei propri fondamenti nel rapporto fra il nostro corpo e lo spazio. Ma non è forse possibile rompere gli schemi sedimentati nel tempo per “abitare la distanza” con nuove forme, con il misterioso potere della parola e della musica?

 

Gli incontri sono presentati da Massimiliano Finazzer Flory
interverranno le storiche dell'arte Anna Lo Bianco e Angela Negro

 

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al 392 8159509

 

Milano si racconta

Milano, si racconta...

rassegna culturale a cura di Massimiliano Finazzer Flory

Galleria d'Arte Moderna - Villa Reale
via Palestro 16 , Milano


dal 19 ottobre 08 al 19 agosto 09


Milano, si racconta… è un progetto trans-artistico che coinvolge e connette saperi e culture diverse
nell’ambito dell’offerta museale milanese: rassegne, spettacoli, danza, mostre, presentazioni di novità editoriali, musica,
in un’unica manifestazione. Estetica ed etica finalmente senza contrapposizione, per ri-offrire un’idea di arte totale.

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Il gioco serio dell'arte, quinta edizione


Il gioco serio dell'Arte
quinta edizione

rassegna culturale a cura di
Massimiliano Finazzer Flory


Roma
Galleria Nazionale di Arte Antica in Palazzo Barberini

via Quattro Fontane, 13
e
Auditorium Parco della Musica
via Pietro de Coubertin, 30

dal 15 novembre 10 al 30 maggio 11
il lunedì alle ore 18.30

 


Il gioco serio dell’Arte, prosegue e si arricchisce nella contaminazione dei generi:
arte, letteratura, teatro, filosofia si incontrano creativamente.
Al centro della rassegna di quest’anno vi è l’incontro stesso. Ma che cos’è un incontro?
L’incontro nasce nella convergenza dei saperi e delle emozioni, nell’introspezione e nelle forme della conversazione.
La musica, il cinema, la danza, la scultura, la storia, la filosofia incarnano perciò una nuova forma di interdisciplinarietà,
un vincente “art-mix” che si costruisce intorno a 8 parole-chiave:
Ballare, Convertire, Girare, Pensare, Perdere, Provocare, Ricordare, Scoprire.
Parole che vogliamo pronunciare enfatizzando la loro ambiguità.
Per scoprire che ogni accezione negativa può rovesciarsi in positivo e viceversa.

Massimiliano Finazzer Flory

 


Lunedì 15 novembre 2010 ore 18.30
Perdere
Fryderyk Chopin (1810-1849)


Il termine perdere ha un’accezione negativa. Ma cosa succederebbe se perdessimo pregiudizi e ideologie? Se potessimo liberarci, per esempio, del peso dell’ispirazione per partire invece dalle cose così come sono? Non avremmo forse in questo modo una nuova forma di arte?
A 200 anni dalla nascita un omaggio a Fryderyk Chopin con la trasposizione teatrale del tormentoso rapporto con la scrittrice George Sand ricostruito attraverso le lettere e gli scritti biografici.

Con il pianista Jeffrey Swann
Letture teatrali: Elena Ghiaurov e Massimiliano Finazzer Flory
Con proiezione delle immagini dei ritratti di Eugène Delacroix dedicati a Chopin e George Sand

 

 

 

Lunedì 13 dicembre 2010 ore 18.30
Provocare

Dalla provocazione alla vocazione. In un percorso che mette in rilievo non soltanto il lato notturno ma anche quello solare: il gesto artistico. Forse perché, nel vero provocare, all’azione corrisponde una responsabilità del pensiero, tanto più quando si tratta della vita pubblica.
“La geometria non deve essere progettata come schema, è una geometria che deve nascere di volta in volta tra i rapporti che si creano spontaneamente incontrollati tra una forma e l'altra”. È questa la provocazione dello scultore nel dare forma alla materia?

Con lo scultore Mimmo Paladino
Con esecuzioni musicali dal vivo

 


Lunedì 17 gennaio 2011 ore 21.00
Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi
Convertire
Gustav Mahler (1860- 1911)

La conversione avviene sempre con un duplice passo: quello interiore e quello esteriore. Convertire è al medesimo tempo un atto d’amore e il fine di un’esperienza di vita. E tutto questo (manca verbo) ogni volta che ci allontaniamo dal frastuono del mondo e riposiamo in un posto quieto e viviamo del cielo, del canto, del silenzio…

Il tempo di Gustav Mahler
Spettacolo teatrale di e con Massimiliano Finazzer Flory
A cento anni dalla scomparsa del grande compositore uno spettacolo per ripercorrere la biografia di Gustav Mahler, segnata dall’irrequietudine e attraversata dal fuoco del genio creativo, nel clima culturale della Vienna di fine secolo e dei primi ‘900.
Musica, atmosfere e suggestioni musicali dalle sinfonie e dai lieder di Mahler.

Con il musicologo Quirino Principe
Con coreografie di danza classica nell’interpretazione di Gilda Gelati

 

 

 

Lunedì 14 marzo 2011 ore 18.30
Ballare

Che cos’è la danza? È forse volare? Ballare vuol dire divertire e divertirsi. E se torniamo all’etimologia latina di questo verbo, de vertere ovvero “volgere altrove” , percepiamo che nel caso del ballo tutto ciò riguarda il corpo in movimento. Un movimento che raggiunge le stelle. Sarà forse per questo che si parla di étoile della danza?
Scriveva Friedrich Nietsche ne Il crepuscolo degli idoli: “La danza in tutte le sue forme non può essere esclusa da una nobile educazione: danzare con i piedi, con le idee, con le parole e, devo aggiungere, che bisogna essere capaci di danzare con la penna?”.

 


Con la prima ballerina dell'Opéra di Parigi Eleonora Abbagnato
Con proiezione di sequenze coreografiche

 

 

 

Lunedì 28 marzo 2011 ore 18.30
Girare

Quali significati si nascondono nell’atto del “girare”? Già, si pensi all’etimologico far ruotare o al metaforico “voltare pagina”. Dietro l’angolo può esservi una verità celata da catturare… Che dire poi del mutare o del riorientare? O ancora dell’aggirare un ostacolo? Certo, si può anche girare con una macchina da presa…
Quale rapporto intercorre fra interprete, autore e regista quando si gira un film? “L’ideale sarebbe – ci risponde Michele Placido - mettere in scena se stessi, nel senso di trovare un personaggio che medi alla tua natura e alla scrittura drammaturgica. Naturalmente non è facile perché non tutti i registi (o non tutti gli autori) scrivono proprio sulla tua persona”.

Con il regista Michele Placido
Con la partecipazione della Soprintendente PSAE e per il Polo Museale della Città di Roma Rossella Vodret

 

Con proiezione di sequenze cinematografiche

 

 

 

Lunedì 18 aprile 2011 ore 18.30
Ricordare

I Promessi sposi di Alessandro Manzoni (1785-1873)


Qual è il significato più autentico del ricordare? Forse ha ragione Proust quando scrive che: “La parte migliore della nostra memoria è fuori di noi, nel soffiare di un vento di pioggia, nell’odor di rinchiuso d’una camera o nell’odore d’una prima fiammata… Fuori di noi? In noi, per meglio dire, ma sottratta ai nostri stessi sguardi, in un oblio più o meno prolungato”.
Nei 150 anni dell’Unità d’Italia la messa in scena di uno dei capolavori della letteratura italiana per disegnare un grande affresco storico in cui generazioni di italiani hanno ritrovato il riflesso dei loro sentimenti, delle loro tradizioni, delle loro virtù e dei loro difetti.
Nella complessa polifonia del romanzo, con l'alternarsi sapiente dei tempi, dai rossiniani crescendo ai memorabili adagi, l’incontro della Storia con le piccole storie.

Con lo storico Sergio Romano
Letture teatrali Massimiliano Finazzer Flory

 

Lunedì 16 maggio 2011 ore 18.30
Pensare

Pensare per immagini o per concetti? Falsa alternativa? Il pensare mette in gioco la questione dell’io, del soggetto che pensa. Vero è, come affermava Pascal, che nel pensiero sta la grandezza dell'uomo.
Per Ermanno Bencivenga esiste “un’anima filosofica italiana”, un modo di pensare che vive dell’intreccio di logico e immaginazione. Perché nella nostra tradizione il pensiero si sostanzia essenzialmente nello stile. Armando Massarenti ci invita a riflettere in ogni nuovo libro su quanto pensiero autonomo ci sia, oggi, in questo modo di scrivere. Che dire, perciò, di quanti “girano intorno al pensiero e lo nascondono?”.

 

Con i filosofi Ermanno Bencivenga e Armando Massarenti

 

 

 

Lunedì 30 maggio 2011 ore 18.30
Scoprire

La Primavera di Sandro Botticelli (1445- 1510)

Che cosa vuol dire scoprire? Se seguendo Heidegger traduciamo aletheia, invece che con verità, con svelatezza, allora tale traduzione non è più soltanto qualcosa di letterale, ma comprende un enigmatico processo di svelamento dell’ente. Da qui nasce il piacere della scoperta indissociabile dal rovescio della medaglia, il suo nascondimento.
Ne La Primavera di Botticelli è possibile dare voce e corpo a un’interpretazione misteriosa e affascinante che si cela in quest’opera, che da sempre si presta a più letture, anche divergenti. Nel clima della cultura neoplatonica dell’epoca e nella nostra rilettura un garbato invito all’amore per lo studio, per la bellezza e per le passioni dell’intelletto.

Con il filosofo Giovanni Reale
Con proiezione di sequenze del film Le Nozze nascoste o la Primavera di Sandro Botticelli di Elisabetta Sgarbi

 


interverranno le storiche dell'arte Anna Lo Bianco e Angela Negro

 

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