Il gioco serio dell'arte, quarta edizione


Il gioco serio dell'Arte
quarta edizione

rassegna culturale ideata da
Massimiliano Finazzer Flory


Roma
Galleria Nazionale di Arte Antica in Palazzo Barberini

via Quattro Fontane, 13
e
Teatro Eliseo
via Nazionale, 183

dal 26 ottobre 09 al 10 maggio 10
il lunedì alle ore 18.30

 


“Ciò che contraddistingue le menti veramente originali non è l’essere i primi a vedere
qualcosa di nuovo, ma il vedere come nuovo ciò che è vecchio,
conosciuto da sempre, visto e trascurato da tutti”.
Con queste parole Friedrich Nietzsche ripensava il rapporto fra tradizione e futuro.
Con queste parole poniamo l’accento sulla necessità di vedere e di assumere un nuovo
sguardo. Così prosegue la domanda de Il gioco serio dell’Arte snodandosi fra il doppio
movimento della memoria e dell’immaginazione.
L’opera d’arte si presta anche quest’anno per la quarta edizione della rassegna come
esercizio privilegiato per “mettere in scena” filosofia e letteratura,
teatro e musica, danza e vita.
Si rinnova così un appuntamento fra evento e ascolto. Attraverso lucide ed
emblematiche parole chiave ci si conduce a una riappropriazione del valore universale
dell’arte. Là, con un’antica sapienza, ritroviamo il segreto del nostro gioco:
l’amicizia del pensiero.


Massimiliano Finazzer Flory

 


Lunedì 26 ottobre 2009 ore 18.30 - Palazzo Barberini

 

Immaginare
Con Giulio Giorello
Letture teatrali con Patrizia Zappa Mulas

 

Non c’è nulla di così libero quanto l’immaginare. Perfino in noi stessi
Ma come si dà il rapporto tra arte e immaginazione? In un folgorante taccuino Ennio Flaiano ebbe a scrivere a proposito della relazione fra buoni e cattivi esemplari d’arte: “Leonardo mi invogliò a diventare pittore, me ne distolse una mostra personale di…” Chissà a chi si riferiva formulando uno dei suoi apologhi tinti di pungente ironia… Del resto, le opere riuscite ci invitano a provare anche noi e mascherano la fatica della loro costruzione. In quelle non riuscite, al contrario, la materia non è diventata forma e invecchierà male… Ma è davvero sempre così?

 


Lunedì 30 novembre 2009 ore 18.30 - Teatro Eliseo

 

Credere
Con Ermanno Bencivenga
Letture teatrali con Paola Gassman

 

Cosa significa credere?
Come recentemente è stato ben scritto l’atto del credere è un totale abbandono a un Altro dal quale ci si aspetta di ricevere la salvezza. Ma in modo analogo un amante si abbandona alla persona amata confidando nella sua comprensione e cura. In entrambi i casi l’aspettativa sembra irragionevole. Credere rimane allora una questione complessa, ciò che Kierkegaard chiamava “uno scacco per la ragione” che non si esaurisce neppure nei progressi della ricerca scientifica.

 

Lunedì 21 dicembre 2009 ore 18.30 - Teatro Piccolo Eliseo

 

Trasformare
Con Laura Cherubini
Letture teatrali con Sonia Bergamasco

Il potere di trasformazione dell’arte è uno dei suoi caratteri più importanti. Il cambiamento e l’apertura al nuovo ci consentono di conoscere gli altri e di conoscere al tempo stesso più profondamente noi stessi. Ma come accostare l’antica passione della metamorfosi di Ovidio alle parole dei contemporanei? Come leggere attraverso le forme e figure dell’arte i mutamenti del (mio) tempo? E del (mio corpo)?
E se a trasformare l’arte non fosse più l’artista? Ma il critico, di quale arte stiamo parlando?

 

Lunedì 18 gennaio 2010 ore 18.30 - Teatro Eliseo

Correre
Performance futurista con Massimiliano Finazzer Flory
Al pianoforte Daniele Lombardi
Con coreografie di danza contemporanea

Un omaggio a Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Movimento futurista.
Uno spettacolo che mette al centro “la mobile orchestrazione di immagini e di suoni” una serata anticonformista fatta di grida e gesti, di ebrezza e sintesi, dove la parola è novità, originalità, creatività, dinamismo. Dove la velocità assume il valore di paradigma della modernità nell’affermarsi e diffondersi della prima vera avanguardia storica italiana.
Per far rivivere l’energia psichica e il bisogno di futuro, una “serata futurista” con manifesti e poesie futuriste, musiche al pianoforte, coreografie di danza contemporanea e proiezione di immagini pittoriche di un’epoca che non può finire.

 

Lunedì 1 febbraio 2009 ore 18.30 - Teatro Eliseo

Raccontare
Con Vincenzo Cerami
Con proiezione di sequenze cinematografiche

 

Non sappiamo più raccontare. Perché? Forse abbiamo perduto la capacità di narrare storie? Oppure siamo pigri? Siamo ammalati di noia? Forse, come nella visone poetica di Hölderlin siamo “un segno che non indica nulla, / siamo senza dolore, e abbiamo quasi / perso il linguaggio in terra straniera”? Ma cosa vuol dire raccontare? Come si può ancora scrivere?
Una possibile risposta sta nell’esporsi al massimo rischio possibile, all’estraneità di quella terra “straniera” alla ragione, ma proprio per questo (anzi soltanto in questo modo) capace di offrire all’uomo un rapporto più autentico con la parola.

 

 

 

Lunedì 22 marzo 2010 ore 18.30 - Teatro Eliseo

 

Uccidere
Con Vittorino Andreoli
Letture teatrali con Galatea Ranzi

 

L’omicidio: l’atto più grave contro l’inestimabile dono della vita.
L’assassinio nella storia degli uomini assume varie forme: dalle guerre, ai fanatismi, all’espressione del lato più oscuro dell’animo umano, alle tragiche incarnazioni del male. Da sempre la letteratura e l’arte rappresentano questo atto alla ricerca di un superamento catartico quale antidoto di una colpa irreparabile. Un’azione che, al di là dell’orrore morale, suscita tutt’oggi interrogativi fondanti. Come non porsi domande radicali e inevase come quella di Primo Levi che coraggiosamente contro l’odio leva una voce autobiografica: “Se questo è un uomo”?

 

Lunedì 26 aprile 2010 ore 18.30 - Teatro Eliseo

 

Inquadrare
Letture Teatrali con Ugo Pagliai

 

Dalla pittura al cinema. Dal cinema alla pittura. Attraverso la realtà.
L’unità del racconto cinematografico non è l’inquadratura, punto di vista astratto sulla realtà, ma il fatto. Frammento di realtà bruta, in se stesso multiplo ed equivoco, il cui senso vien fuori solo a posteriori grazie ad altri fatti. Così uno dei padri delle teorie cinematografiche affrontava il “cadrage” e il “décadrage”, la scelta di un punto di vista d’elezione per osservare la realtà, per capire come va il mondo, per scegliere un’interpretazione dei fatti e della vita. Ma cosa è cambiato ora se con un telefono possiamo incorniciare il mondo?

 

Lunedì 10 maggio 2009 ore 18.30 - *Teatro Eliseo*

Abitare
Con Jeffrey Swann al pianoforte
Letture teatrali con Umberto Orsini

Cosa significa e come abitare oggi? Ri-pensare all’abitare vuol dire parlare di pietre che parlano e riflettere sul concetto di luogo e di spazio. Occorre inoltre soffermarsi sulle implicazioni di questa “occupazione” che rinviano a un senso di responsabilità etica: a quel “prendersi cura” e quel “custodire e coltivare” di biblica memoria.
Per Jacques Derrida la storia dell'architettura trova uno dei propri fondamenti nel rapporto fra il nostro corpo e lo spazio. Ma non è forse possibile rompere gli schemi sedimentati nel tempo per “abitare la distanza” con nuove forme, con il misterioso potere della parola e della musica?

 

Gli incontri sono presentati da Massimiliano Finazzer Flory
interverranno le storiche dell'arte Anna Lo Bianco e Angela Negro

 

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al 392 8159509