Il gioco serio dell'arte, terza edizione

Il gioco serio dell'Arte
terza edizione

rassegna culturale ideata e condotta da
Massimiliano Finazzer Flory


Galleria Nazionale di Arte Antica
in Palazzo Barberini, Roma



dal 13 ottobre 08 al 4 maggio 09
il lunedì alle ore 18.30
via Quattro Fontane, 13


Il gioco serio dell’Arte è uno stare di fronte e attraverso l’opera d’arte. Soprattutto attraverso.
Questa è la posizione preferita per chi vuole pensare. Del resto l’arte ha bisogno da sempre di questo spazio.
E questo spazio non è solo fisico.

Riguarda qualcosa che ha a che fare con dimensioni non del tutto sondabili eppure significative. Di più necessarie.
Questo spazio è rappresentato dall’interrogazione, dalla domanda nutrita dalla memoria. E dall’immaginazione.

Forse allora il senso dell’arte è un divenire qualcos’altro, dove questo altro ri-guarda la nostra esistenza. Dove il mistero è il movente, e l’imparare a vedere la nostra destinazione. Così il Gioco serio abbraccia l’opera d’arte, senza soffocarla in un unico sapere, al contrario alzando la posta in palio della nostra conoscenza con un approccio interdisciplinare.

Ed è in questo modo che in questa terza edizione Il gioco serio dell’Arte mette in rapporto arti e artisti di epoche diverse, connette antiche percezioni e nuove emozioni, pronuncia un discorso per invitare a riflettere e a rappresentare la nostra con-temporaneità. Anche quest’anno in ogni evento una parola si offre come terreno di riflessione e rappresentazione estetica ed etica. Appare perciò una nuova immagine dell’opera d’arte come oggetto e soggetto al tempo stesso di una trama di rapporti con temi filosofici, storici, letterari, scientifici.

Massimiliano Finazzer Flory

Il gioco serio dell'Arte
novità editoriale

 


Lunedì 13 ottobre 2008 ore 18.30

 

Caravaggio e Francis Bacon - Corpo
Con Maurizio Ferraris e Anna Coliva
Letture teatrali con Alessandro Quasimodo
Coreografie di Gilda Gelati, prima ballerina del corpo di ballo della Scala di Milano

 

Il corpo è solo carne?
Da sempre è pensato anche come metafora, sede dello spirito, dell’anima…
E in questo accostamento tra Caravaggio e Bacon il corpo umano subisce una progressiva modificazione fino a svelare anatomie squarciate, deformazioni fisiche, tele insanguinate che rinviano a significati simbolici e provocatori che si separano dalla materia e divengono specchio del tempo per ragionare sulla percezione che l’uomo ha di se stesso.

 

Natura restar temea
Da la tua mano in ogni imagin vinta,
Ch’era da te creata e non dipinta.

Giovan Battista Marino, In morte di Michelangiolo da Caravaggio

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (Caravaggio o Milano 1571 ca. - Porto Ercole 1610)
Il principale esponente della pittura naturalista del XVII secolo. Caravaggio è celebre in tutto il mondo per le sue composizioni di luce e ombra e l’uso rivoluzionario del chiaroscuro. Tra i suoi capolavori: Bacchino malato; Canestra di frutta; Riposo in Egitto; Maddalena penitente; Cena in Emmaus; Vocazione di Matteo; Giuditta che decapita Oloferne; David con la testa di Golia.

 

L’immagine che cerco sta come una specie di funambolo sulla corda tesa
che separa la pittura cosiddetta figurativa da quella astratta.

Francis Bacon, L’art de l’impossible

Francis Bacon (Dublino 1909 – Madrid 1992)
Appartenente ai capigruppo della Nuova figurazione, Bacon esprime, al di là dei rapporti con le avanguardie, l’inquietudine della modernità, con influssi espressionisti ed esistenzialisti, analizzando e scomponendo il corpo umano, una realtà fatta di carne quasi fosse “un fiume di carne”. Tra i suoi capolavori: Tre studi di figura per la base di una Crocifissione; Ritratto di papa Innocenzo X; Studio per un ritratto; Getto d’acqua.

 

 

 


Lunedì 17 novembre 2008 ore 18.30

 

Il Bronzino ed Eleonora Duse - Bellezza
Con Giordano Bruno Guerri
Letture teatrali con Laura Marinoni

 

È bello ciò che è bello o è bello ciò che piace?
Di Eleonora Duse è stato scritto che nelle sue interpretazioni ”negava l’angoscia e la trasformava in bellezza”. Ma come si riflettono le inquietudini della modernità sul canone classico della bellezza? Se per il Bronzino la bellezza passa attraverso la mano per la Duse è invece domanda che si declina inevitabilmente in altro: la voce è il medium? Se per l’uno la bellezza è invocata per l’altra è pro-vocata…

 

Bronzino fiorentino pittore […] nell’arte ha fatto i medesimi frutti che Jacopo da Puntormo suo maestro;
e vivendo et operando merita quelle infinite lodi che tutto di sé gli danno.
Giorgio Vasari, Le Vite de’ più eccellenti, architetti, pittori

 

Agnolo di Cosimo di Mariano Tori detto Il Bronzino (Monticelli 1503 – Firenze 1572)
Allievo di Raffaellino del Garbo e del Pontormo, interpreta lo stile della “Maniera” dell’epoca al contempo normalizzandolo e trasformandolo. Nelle sue opere si avvertono influssi di Michelangelo, spinte intellettuali e neoplatoniche. Trai suoi capolavori i ritratti di Bartolomeo e Lucrezia Panciatichi; il Giovane col liuto, Allegoria con Venere, Amore e il Tempo; Ritratto di artista.

 

Recitare? Che brutta parola! Se si trattasse di recitare soltanto – io sento che non ho saputo e non saprò mai recitare! Quelle povere donne delle mie commedie […] io mi metto con loro e per loro e le frugo…
Eleonora Duse, Lettera a D’Arcais

 

Eleonora Duse (Vigevano 1858 - Pittsburgh, Pennsylvania, 1924)
La più grande attrice dell’Ottocento e figura di donna carismatica che ha saputo innovare la scena teatrale italiana e non soltanto con le sue interpretazioni modernissime, “nervose”, “cerebrali” e intrise di “sottile naturalezza”. Indimenticabili: Spettri, Hedda Gabler, Casa di bambola, La donna del mare di Ibsen e i drammi dannunziani.

 

 

 

Lunedì 1 dicembre 2008 ore 18.30

 

Miguel de Cervantes e Paul Klee - Fantasia
Con Carlo Sini
Coreografie di danza contemporanea

Che rapporto c’è tra la realtà e la fantasia?
Sfogliando le pagine dei diari di Paul Klee riscopriamo i tratti della fantasia e dell’anticonformismo, diversamente o contraddittoriamente interpretati nel corso degli anni. Per il pittore la fantasia ha forme e figure geometriche. Eppure le stesse tensioni ideali si possono applicare anche a Cervantes e al suo antieroe della modernità, il Chisciotte, sempre in bilico, come ricordava lo scrittore russo Nabokov, sull’orlo della normalità.

 

Che giganti ? – domandò Sancio Panza
Quelli là – rispose Don Chisciotte – con le braccia lunghe. Alle volte alcuni le hanno di quasi due leghe.

Miguel de Cerevantes, Don Chisciotte

 

Miguel de Cervantes (Alcalá de Henares 1547 - Madrid 1616)
Uno dei maggiori rappresentanti del « Secolo d’oro » spagnolo, Cervantes segna con la sua opera la nascita del romanzo moderno e incarna nella sua produzione il delicato passaggio dal Rinascimento al Barocco. La fantasia, l’utopia, la follia erodono le convenzioni per l’affermazione dell’individuo nella società. Tra i suoi capolavori: Galatea; Novelle esemplari; Don Chisciotte; Otto commedie e otto intermezzi.

 

 

 

Una linea attiva che si svolge liberamente, un vagare fine a se stesso, senza meta. L’agente è un punto che si sposta.
Paul Klee, Quaderno di schizzi pedagogici

 

Paul Klee (Münchenbuchsee, presso Berna, 1879 - Locarno 1940)
Tra i più importanti maestri dell’arte moderna. Pittore e incisore Paul Klee lavora sul colore e sulla luce in opere oniriche, ricche di stupore, in cui si libera l’inconscio, ove si avvertono influssi impressionisti ed espressionisti. Decisivi gli incontri con Vasilij Kandinskij, Franz Marc, Robert Delaunay e August Macke e il periodo di insegnamento al Bauhaus. Tra le sue creazioni: La Macchina cinguettante; Strada principale e strade secondarie; La morte e il fuoco.

 

 

 

Lunedì 12 gennaio 2009 ore 18.30

 

Blaise Pascal e Andy Warhol - Il Figlio di Dio
Con mons. Rino Fisichella
Letture teatrali con Emanuele Carucci Viterbi

 

Il Figlio di Dio è ancora Dio?
L’interrogazione è centrale nella tradizione cristiana.
Il tema è ripreso anche da Warhol in un’indagine in cui volutamente si confonde l’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica con l’unicità, il sacro con il profano. Una ricerca di spiritualità per immagini a cui fa eco in altro contesto culturale la ricerca della parola del Compendio della vita di Gesù Cristo di Blaise Pascal. Due vie per attingere e sondare l’insondabile, due strade per avvicinare il mistero del figlio di Dio. Perché per l’Occidente la riflessione sull’immagine è inevitabile.

 

L'uomo è solo una canna, la più fragile della natura; ma una canna che pensa. […]
Tutta la nostra dignità sta, dunque, nel pensiero.

Blaise Pascal, Pensieri

 

Blaise Pascal (Clermont, oggi Clermont-Ferrand 1623 - Parigi 1662)
Matematico, fisico, filosofo e scrittore Pascal esprime appieno le tensioni del proprio tempo nella profonda meditazione religiosa da un lato e negli studi scientifici e filosofici dall’altro, in un confronto che non esclude Montaigne e Cartesio. Anticipatore dell’esistenzialismo è autore dei Pensieri (raccolti postumi) che sono una raffinata “apologia” della fede e dello spirito di geometria.

 

Come si può dire che uno stile è migliore di un altro? […]
Questo stile o quello, questa o quell’immagine dell’uomo, non fa nessuna differenza.
Andy Warhol, Intervista

 

Andy Warhol (Pittsburgh 1928 - New York 1987)
Artista e regista americano, esponente di spicco della pop-art d’oltreoceano è uno dei personaggi più significativi dell'avanguardia internazionale. Sperimentatore d’immagini dalla ripresa dell’objet trouvé di Duchamp alle tecniche fotografiche e serigrafiche Warhol rilegge in chiave desacralizzante i “miti d’oggi”. Tra le sue opere: le serie Elvis Presley, Marlon Brando, Jacqueline Kennedy, Marilyn Monroe; Gli incidenti stradali; L’ultima Cena; i film: Sonno ed Empire.

 

 

 

Lunedì 2 febbraio 2009 ore 21.00

*Auditorium Parco della Musica - sala Sinopoli
L’orecchio di Beethoven

 

Un’intensa performance teatrale, scritta e interpretata da Massimiliano Finazzer Flory, che mette in scena - nel dialogo tra parole e musica - la biografia del grande compositore tedesco, narrando la vita, i successi e le disperazioni di un uomo che inventò una certa idea d’Europa.
Non solo la sordità non impedì a Beethoven di comporre musica, al contrario egli riuscì a sentire il cuore, la mente, l’autentica energia del mondo. Perché la musica non rappresenta la gioia o il mistero. La musica è gioia, mistero....

 

Con il Quartetto d'Archi: Fulvio Liviabella (violino), Rodolfo Cibin (violino), Giorgio Baiocco (viola), Marco Radaelli (violoncello).

 

 

 

Lunedì 9 marzo 2009 ore 18.30

 

Jan Vermeer e Giorgio Morandi - Terra
Con Franco Farinelli
Letture teatrali con Rossella Falk

 

Quando la terra non è più soltanto tonda?
Dal Geografo di Vermeer alle nature morte di Morandi il rapporto con lo spazio fisico è fonte di studio e terreno d’azione privilegiato per l’artista.
Ma come sono cambiate le mappe dello spazio? Alla ricerca di nuove forme come è mutata la nostra sensibilità in rapporto all’ambiente? Dalle antiche cosmografie ai viaggi delle nuove astronomie la visione della Terra ha inevitabilmente creato filosofie differenti, talora contrastanti, sempre tese all’infinito.

 

Alla fine, giunse davanti al Vermeer […] Le vertigini aumentavano. Lui non staccava lo sguardo
dal prezioso lembo di muro, come un bambino da una farfalla gialla che vorrebbe catturare.

Marcel Proust, La prigioniera

 

Jan Vermeer (Delft 1632 – Delft 1675)
Pittore olandese del Seicento è straordinario interprete della società e delle scene d’interni dell’epoca. Nei suoi colori e nella luce dosati con maestria Vermeer sembra cercare la sospensione del tempo. Quotidianità sollevata al di sopra dei limiti spazio-temporali e allegorie rese, al contrario, concrete, quasi palpabili. Tra i suoi capolavori: L’astronomo; Dama in piedi davanti alla spinetta; La lettrice; Il geografo; Veduta di Delft;La lettera d’amore.

 

Ritengo che il temperamento, la mia natura incline alla contemplazione, mi abbiano portato a questi risultati.
Non potrei dire di più; è molto difficile per un artista dare delle ragioni.
Giorgio Morandi, Intervista

 

Giorgio Morandi (Bologna 1890 – Bologna 1964)
Nella sua attività “modernamente problematica” di pittore e incisore Morandi si accosta in un primo momento al futurismo e alla pittura metafisica di De Chirico, ma se ne allontana per riscoprire la passione per l’Umanesimo, l’arte antica e, nella modernità, per Cézanne e Henry Rousseau. Celebri i suoi Paesaggi e le Nature morte, tra cui quelle delle collezioni Lorenzelli, Mattioli e Giovanardi e le incisioni: la Casetta con il portico e il cipresso, i Sobborghi di Bologna.

 

Lunedì 6 aprile 2009 ore 18.30

 

El Greco e Luis Buñuel - Notte
Con Pino Farinotti
Con proiezione di sequenze cinematografiche

 

Quando la notte non è solamente buio?
Da sempre l’uomo usa la notte. Per il riposo. E per il ricordo.
Eppure l’estetica sur-realista del cinema di Buñuel non teme di far cadere la maschera sul lato oscuro dell’animo umano, nella liberazione del potere dell’inconscio, nella rappresentazione senza veli dei simboli del male e dello scandalo. La notte si diffonde, invece, sugli sfondi cupi di El Greco dove volti e personaggi emergono taglienti nelle ombre delle tele, per sprigionare a loro volta quello che è stato definito un appassionato e crudele ascetismo.

 

Creta gli diede la vita e l’arte, Toledo una patria migliore, dove morendo ha raggiunto la vita eterna.
Fray Hortensio Félix Paravicino, Sonetto dedicato a El Greco

 

Domenikos Theotokopoulos, detto El Greco (Candia, Creta, 1541 – Toledo 1614)
Uno degli artisti più apprezzati della sua epoca El Greco testimonia del passaggio dallo stile di produzione di icone post-bizantine a un nuovo modello di pittura europea. In particolare, preconizza il Barocco con le raffigurazioni dei santi penitenti e arricchisce le opere di tratti pre-espressionisti per catturare l’animo dei soggetti rappresentati come nel caso della Pentecoste. Tra i suoi capolavori: Don Fernando Niño de Guevara; Cena in casa di Simone; Immacolata; Laocoonte.

 

Proposi di bruciare il negativo del film in place du Tertre a Montmartre. Lo avrei fatto senza la minima esitazione, lo giuro, se avessero accettato. Immagino spesso nel mio giardinetto, un rogo dove bruciare allegramente tutti i negativi,
tutte le copie dei miei film […]. Ma la proposta fu respinta.
Luis Buñuel, Dei miei sospiri estremi

 

Luis Buñuel (Calanda, Spagna, 1900 – Città del Messico 1983)
Con L'âge d'or scritto insieme a Salvador Dalí il grande regista spagnolo introduce il cinema alla poetica surrealista. Tra scandalo e clamore, prosegue la sua ricerca tra pulsioni, denuncia e onirismo. Si accosta all’universo di Goya, reinterpreta le suggestioni del romanzo picaresco durante l’esilio in Messico, e volge, nella nuova stagione, al “trittico della verità” per realizzare, infine, una delle sue opere più note: Quell'oscuro oggetto del desiderio.

 

 

 

Lunedì 4 maggio 2009 ore 18.30

Isaac Newton e Lucio Fontana - Relativismo
Con Edoardo Boncinelli
Intervento al violoncello (Bach; Sakamoto)
Letture teatrali con Patrizia Zappa Mulas

Si dice che tutto è relativo… Ma a che cosa?
Bisogna far chiarezza sul termine per non restare imprigionati in gabbie ideologiche. Come ripensare oggi i concetti di spazio e di tempo dopo le rivoluzioni della scienza moderna e dell’arte contemporanea? Quale forma adotta il relativismo se ripensiamo ai Principia Mathematica di Newton e allo spazialismo di Lucio Fontana? Come interagiscono arte e scienza? Quale enigma si cela dietro alla forma ellittica da entrambi esaminata nelle sue implicazioni geometriche, filosofiche, estetiche, simboliche?

 

Non so che immagine abbia di me il mondo, ma io mi vedo come un bambino che gioca sulla riva del mare e
di tanto in tanto si diverte a scoprire […] una conchiglia più bella, mentre davanti mi si stende, inesplorato l’immenso oceano della verità.

Isaac Newton citato da Brewster, Memoirs of Newton

 

Sir Isaac Newton (Woolsthorpe, Lincolnshire, 1642 - Kensington, Middlesex, 1727)
Fisico, matematico e astronomo inglese Newton è uno dei padri della scienza moderna. A lui si devono decisive scoperte sul calcolo infinitesimale, sulla natura della luce e sulla teoria della gravitazione universale. I Princìpi matematici della filosofia naturale, pubblicati nel 1687, in particolare, espongono le dottrine che danno inizio a una vera e propria rivoluzione nell’ambito della ricerca scientifica.

 

Nella mia professione di pittore, facendo un quadro con un taglio, non voglio fare un quadro: apro uno spazio, una dimensione nuova nell’orientamento delle arti contemporanee...
Lucio Fontana, Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione

Lucio Fontana (Rosario de Santa Fe 1899 – Comabbio, Varese 1968)
Scultore e pittore Fontana, dopo una prima fase futurista e astrattista e l’adesione ad “Abstraction-Création”, entra in contatto con Brancusi, Miró e Tristan Tzara. Si susseguono sperimentazioni di forme e materiali che si articolano nello spazio: dai “buchi” alla serie dei “tagli”. Le sue ultime ricerche sono incentrate sullo spazialismo di cui redige il Manifesto. Tra le sue creazioni: Scultura in cemento nero, Vittoria dell'aria; le serie sui Concetti spaziali.