Il vivaio delle idee

Il Vivaio delle idee

rassegna culturale
promossa da Provincia di Milano
condotta da Massimiliano Finazzer Flory


Palazzo Isimbardi - Sala Affreschi
via Vivaio 1 , Milano



dal 25 marzo al 2 luglio 08, ore 18.30

Parole e politica. Parole che richiamano principi, valori e obiettivi. Parole dalla cui applicazione virtuosa dipende non solo il buon funzionamento della politica ma della società stessa.
Incalzati dalle emergenze e dalla velocità delle informazioni, non c’è più spazio per la rifl essione. Perciò offriamo un nuovo spazio di dibattito, un laboratorio di idee per ripensare davvero alla politica e al suo ruolo, quale governo della città contemporanea.
Con un confronto meditato e aperto, uno scambio di idee su temi, metodi e scelte che incidono sulla vita di tutti noi e sulla nostra società. Ispirandosi all’antico concetto di seminario-vivaio, questo ciclo di incontri intende così riflettere e approfondire culturalmente tematiche differenti connesse alla politica per storia, tradizione, associazione di pensieri e di fatti. Un’occasione per aprirsi alla politica e perché no? Alle sue contraddizioni.
Alberto Mattioli

Introduce
Alberto Mattioli
Vice Presidente della Provincia di Milano

Conduce gli incontri
Massimiliano Finazzer Flory


MARTEDÌ 25 MARZO ore 18.30
Politica e ignoranza
relatore Edoardo Boncinelli, scienziato

L’ignoranza non è solo la condizione di chi non sa o la mancanza di istruzione o cultura. Può anche essere consapevolezza filosofica del limite umano. Nella scienza l’ignoranza appare essere stimolo di ricerca continua e costante della vita. Tuttavia, paradossalmente, in una società che ha posto al centro la conoscenza e dunque la lotta all’ignoranza, non è forse vera l’impressione di sentirci ogni giorno meno preparati?

VENERDÌ 9 MAGGIO ore 18.30
Politica e irresponsabilità
relatore Silvano Petrosino, filosofo

L’irresponsabilità contraddistingue chi non si rende conto di conseguenze prevedibili delle proprie azioni. Oppure è l’atteggiamento di chi è indifferente o disimpegnato in ordine a valori, ruoli, vincoli e obiettivi. Se il “respondere” latino corrisponde a chi si fa garante per qualcosa o qualcuno, l’odierno relativismo ci conduce, invece, verso uno smarrimento etico. Ma è davvero così? Si può affrontare il tema della irresponsabilità se non si fa i conti con l’interpretazione della libertà?

GIOVEDÌ 29 MAGGIO ore 18.30
Politica e infedeltà
relatore Vito Mancuso, teologo

L’infedeltà in questi anni, soprattutto nell’ambito della sfera pubblica, è stata rivendicata in nome della coerenza interiore. Un’infedeltà legittimata da un individuo che si avverte autosufficiente di fronte al tribunale morale. Eppure, la non osservanza della parola data, degli impegni assunti o l’apparente inconformità quando si estende da un livello individuale a uno collettivo amplifica problemi di portata sociale. Come deve orientarsi l’uomo contemporaneo in campi controversi quali la religione, la politica, la famiglia?

MARTEDÌ 10 GIUGNO ore 18.30
Politica e fine della polis
relatore Guido Martinotti, sociologo

Il rapporto tra la città e il suo buon governo è stato esaminato e rappresentato da forme di conoscenza diverse. La parola “città” raccoglie al suo interno, infatti, istanze e interrogazioni differenti che costringono continuamente a ripensare la sua rappresentazione. In questa prospettiva l’attuale città, e in particolare quella che verrà, con il suo nuovo territorio si discosta radicalmente dalla sua antica storia, dalla polis. In quale direzione? Sarà una direzione che estenderà o ridurrà il suo ruolo come fonte di formazione comunitaria?


MARTEDÌ 24 GIUGNO ore 18.30
Politica e potere
relatore Lorenzo Ornaghi, politologo

Il potere appare connesso alla tipologia di rapporti che nascono all’interno di una società. Potere non è sinonimo di potenza. Esistono diverse forme di potere sia materiale che simbolico. Ma che cos’è il potere? Cosa significa esercitare un potere? Quali gli intrecci di poteri e quale la posta in gioco oggi quando pensiamo e rappresentiamo la parola potere? Domande in apparenza semplici ma dalle risposte complesse segnate da una lunga storia di teorie e strategie sul e del potere.


MERCOLEDÌ 2 LUGLIO ore 18.30
Politica e infelicità
relatore Salvatore Natoli, filosofo

La felicità è concetto difficile da definire con precisione. È come avere la “percezione della propria illimitata espansione”. L’infelicità è, al contrario, la negazione di questa situazione. Vi sono poi stati autorevoli studiosi che hanno affermato che essa sia addirittura qualcosa di connaturato alla condizione dell’uomo. Ma, nell’ambito delle decisioni pubbliche, le istituzioni devono “curare” l'infelicità?