La maschera di Arlecchino

La maschera di Arlecchino è forse il costume carnevalesco più vecchio esistente. Agli inizi questa maschera era conosciuta con il nome di Zanni, parola che si associa al termine Giullare o Buffone. Vi sono state anche delle varianti dell'Arlecchino che conosciamo oggi, tra cui si annoverano Truffaldino, Testolino, e Trivellino, ma in sostanza si tratta del medesimo personaggio, conosciuto attraverso nomi diversi in diverse epoche. Le peculiarità di questa maschera contemplano una unione di furbizia e idiozia, di perspicacia e cattiveria, pigrizia e scaltrezza.

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La riforma teatrale di Goldoni

Venezia assiste nel XVIII secolo alla parte terminale di una crisi dell'economia e della politica, avvertita comunque anche nel corso del 1500, acuitasi durante il secolo successivo a causa della egemonia degli ottomani, che terminerà attraverso il documento di Campoformio, con la cessione della Repubblica indipendente.

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Il teatro classico di Ferrara

Gli sforzi da parte di Ercole primo, duca ferrarese, allo scopo di rivalutare le rappresentazioni tradizionali di Terenzio e Plauto risulta essere stato pienamente assimilato dagli storici del teatro. Presso la città di Ferrara la rivalutazione della rappresentazione romana va oltre le ristrette cerchie di discussione erudita, e si va a collocare in un'ottica pubblica, coinvolgendo anche la lingua volgare.

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Il teatro di Differenza e Ripetizione

Molti lavori critici hanno stabilito i legami tra la filosofia di Deleuze e di Guattari e il teatro. Il teatro, in questo senso, diventa un altro tipo di filosofia, in grado di ampliare la percezione e rendere le questioni intellettuali più chiare agli uomini. Gilles Deleuze e Felix Guattari, attraverso lo studio del teatro, si sono spostati nella direzione della creazione di nuovi concetti, rendendo pienamente merito a tutti quegli studi che hanno rintracciato nella multidisciplinarità il proprio campo prediletto d'azione.

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La vocazione teatrale di Wilhelm Meister

Goethe, all'interno del romanzo La vocazione teatrale di Wilhelm Meister, parla della passione teatrale del protagonista, per quella che è una infatuazione che sembra possedere più i segni del destino. In questa opera viene tracciata la figura di questo giovane che desidera diventare un importante attore di scena.

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