Lo specchio di Borges


Lo specchio di Borges

spettacolo teatrale diretto e interpretato da
Massimiliano Finazzer Flory
con un'antologia da Jorge Luis Borges

musiche di Astor Piazzolla eseguite dal quintetto
Neofonia Ensemble


fisarmonica, Pietro Bentivenga | violino, Arturo Sica
pianoforte, Gianni Mola
chitarra, Luigi Bonaparte | contrabbasso, Camillo Chianese

 

 

 

* ascolta l'introduzione di Finazzer Flory allo spettacolo *

 


"Uno spettacolo teatrale dedicato ad un eroe inconsapevole del nostro tempo: il lettore.
Un eroe perduto ma non perdente".

Così Massimiliano Finazzer Flory presenta lo spettacolo da lui diretto e interpretato: “Lo Specchio di Borges” con le musiche di Astor Piazzolla. "Perché - suggerisce ancora Finazzer Flory - se è più difficile trovare un buon lettore che un buon scrittore significa che c’è qualcosa che non va. Oppure c’è qualcosa che va troppo: il conformismo culturale di questo annoiato Paese".

“Lo Specchio di Borges” è un progetto non solo teatrale che ha al centro l’incontro tra letteratura e musica, mediate dalla filosofia. Si vuole offrire un evento dedicato ai libri, all’amore per i libri, alla passione per la parola, al tempo eroica ed erotica. Uno spettacolo che è un grande omaggio all’emblema della letteratura del Novecento: Jorge Luis Borges.

E sarà il tango di Astor Piazzolla, uno dei compositori più celebri al mondo, ad accompagnare il viaggio letterario di Borges, dove si intrecceranno parabole, poesie e brani musicali in 70 minuti di ricerca sul piacere di leggere, in nome e per conto dell’ironia più sfrenata, quasi sensuale.

“Uno spettacolo al limite del mistero incontra una musica che fa vibrare le nostre emozioni. Borges e Piazzolla insieme ci offrono dei termini-chiave per capire la nostra attuale esistenza: esilio, sogno e follia, ritmo della vita e, non di meno, della morte, in un labirinto di pensieri, di allucinazioni capaci di dire la verità” spiega il regista dello spettacolo.

Questo Borges, interpretato dallo stesso Finazzer Flory e accompagnato dalle musiche di Astor Piazzolla eseguite dal quintetto Neofonia Ensemble, diretto dal M° Gianni Mola, sarà cieco e veggente.

La scenografia interagisce con i temi emblematici dello spettacolo: lo specchio, l’immagine del tempo e dello spazio, e i libri come strumento stupefacente e metafora del bisogno di conoscenza dell’uomo.


 

Per le date 2010 si ringraziano Bayer e Aon:

 

Napoli, PAN Palazzo delle Arti, 5 febbraio 2010 ore 20.30
Roma, Teatro Eliseo, 8 febbraio 2010 ore 21
Parigi, Auditorium du Petit Palais, 14 febbraio 2010 ore 19 - eventi internazionali -
Bari, Teatro Petruzzelli, 17 febbraio 2010 ore 21
Madrid, Circulo de Bellas Artes, 27 marzo 2010 ore 20 - eventi internazionali -
Torino, Teatro Gobetti, 31 marzo 2010 ore 20.45
Mestre Venezia , Teatro Toniolo, 18 maggio 2010 ore 21
Bologna, Teatro San Martino, 25 maggio 2010 ore 21.30
Genova, Auditorium Teatro Carlo Felice, 9 giugno 2010 ore 21
Marina di Pietrasanta , Festival La Versiliana, 18 luglio 2010 ore 21.30
Porto Cervo, Nuraghe Albucciu, Arzachena, 23 luglio 2010 ore 22.00
Capri, Certosa di San Giacomo - chiostro piccolo, 2 agosto 2010, ore 20.30


Tournée 2007/08
, in collaborazione con Bayer per la cultura:

Palermo
, Teatro Stabile Biondo, 9 novembre 2007
Milano, Triennale - in occasione del finissage della mostra Venti di Striscia, 24 e 25 novembre 2007
Reggio Calabria , Teatro Comunale F. Cilea, 16 gennaio 2008
Roma, Teatro Eliseo, 21 gennaio 2008
Venezia, Teatro Piccolo Arsenale, 22 febbraio 2008
Genova, Teatro della Gioventù, 26 febbraio 2008
Verona, Teatro Nuovo, 18 marzo 2008
Cortina d'Ampezzo, Centro Congressi Alexander Hall, 22 marzo 2008
Napoli, Teatro Sannazaro, 7 maggio 2008
Torino, Fiera Internazionale del Libro (sala azzurra), 8 maggio 2008
Milano, Palazzina Liberty, 20 giugno 2008
Carpi, Festival Filosofia di Modena, Piazza Garibaldi, 20 settembre 2008
Milano, Università Bocconi - Aula Magna, 1 novembre 2008
Roma, Fiera della piccola e media editoria - Più libri più liberi, Tempio di Adriano, 12 dicembre 2008

Eventi speciali 2009:
Milano
, Alza il volume. Giornate della lettura, Superstudiopiù, 22 marzo 2009
Brescia, Teatro Sociale , 24 marzo 2009
Pavia, Teatro Fraschini, 15 maggio 2009
Parigi, Teatro Kiron, 16 e 17 maggio 2009 - eventi internazionali -

Il tempo di Gustav Mahler

Il tempo di Gustav Mahler

di Massimiliano Finazzer Flory

con Massimiliano Finazzer Flory

voce narrante Quirino Principe

coreografie Gilda Gelati

interventi alla tromba Gianni Dallaturca

 

testi di Massimiliano Finazzer Flory, Alma Mahler, Gustav Mahler
adattamento a cura di Quirino Principe

atmosfere e suggestioni musicali tratte dalle sinfonie e dai lieder
di Gustav Mahler

Prossime date:
Napoli, Teatro di San Carlo - Teatrino di Corte di Palazzo Reale
5 febbraio 2012

Milano - Piccolo Teatro Studio
26, 27, 28 aprile 2012

 


Dopo il debutto al Festival dei Due Mondi di Spoleto, è in scena da gennaio 2011 “Il tempo di Gustav Mahler” di Massimiliano Finazzer Flory.

"In occasione dei 100 anni dalla morte - spiega Finazzer Flory - lo spettacolo ruota intorno a due figure: un uomo solitario che vaga per l'universo e il bambino abbandonato in attesa del padre, entrambi alla ricerca di una natura perduta di cui abbiamo bisogno".

La rappresentazione, che vede la partecipazione del musicologo Quirino Principe, di Gilda Gelati, prima ballerina del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, e di Gianni Dallaturca alla tromba, ripercorre la biografia del compositore attraverso il corpus delle lettere, le poesie e altri scritti soffermandosi sui temi dell'eros, della morte, della religione, della crisi di Vienna e del mondo mitteleuropeo, del rapporto tra la musica e la filosofia del tempo in uno dei periodi decisivi e più complessi della nascente modernità.

Con questo spettacolo si mettono in scena il volto di Mahler e una duplice voce: la voce di un uomo che ha combattuto intimamente e profondamente sofferto, senza patria, straniero talora perfino a se stesso, sempre irrequieto e con il timore di lasciare incompiuta la sua opera, ma anche la voce di un uomo che attraverso la musica riesce a superare la paura della morte.

Musica dal vivo, danza, recitazione. Atto unico, 90 minuti.

Prossime date:
26 gennaio 2012, Venezia - Teatro Goldoni
14 febbraio 2012, Verona - Teatro Nuovo

Date 2011:
24 luglio, ore 18, Chiesa di San Francesco, Cividale del Friuli, Mittelfest
27 luglio, ore 21, Alexander Girardi Hall, Cortina d'Ampezzo, Festival Dino Ciani
2 agosto, ore 21, Cineteatro Italia, Macerata, Sferisterio Opera Festival
17 agosto, ore 21.45, Auditorium Niemeyer, Ravello, Ravello Festival
dal 5 al 7 ottobre, Roma, Piccolo Eliseo Patroni Griffi

 

I commenti di chi ha visto la rappresentazione

Lo spettacolo "Il tempo di Gustav Mahler" esprime in modo compiuto e teatralmente efficace la solitudine e la distonia del compositore boemo rispetto ai propri tempi.
Tutto ruota intorno a quella frase che più volte risuona nello spettacolo e nelle lettere di Mahler: «Il mio tempo verrà». Massimiliano Finazzer Flory ha realizzato il faticoso cammino del compositore dentro la sua “inattualità”, lasciando noi contemporanei increduli di come questo straordinario, moderno e geniale artista non sia stato capito e apprezzato in vita proprio da quella Austria che rappresentava, in quel tempo, il modello di nazione “musicale” unica al mondo. Paradossalmente l’Austria “felix” mostrò di apprezzare il talento di Mahler come direttore d’orchestra e come organizzatore musicale, ma perse una grande occasione, ossia quella di celebrare il compositore, in vita, come il più grande astro sinfonico mai apparso dopo la morte di Ludwig van Beethoven.
Lo spettacolo racconta tutto questo e lascia lo spettatore con il solito dubbio che affiora in prossimità delle morti premature: se Mahler fosse vissuto più a lungo, cosa sarebbe stato della musica contemporanea? La storia non si fa con i “se”, ma in Teatro si può.

Giandomenico Vaccari

Dopo l’”Orecchio di Beethoven” e il mondo di Borges, un nuovo salto molto ben calcolato di Massimiliano Finazzer Flory nel vortice creativo di Gustav Mahler con l’impeccabile aplomb austro ungarico di Quirino Principe che suona con la maschera di Erich Von Stroheim e la fermezza leggera di Gilda Gelati, certo molto più simpatica di Alma.
Francesco Micheli


Devo confessare che non conoscevo granchè di Gustav Mahler, ma alla fine dello spettacolo, mi sembrava di conoscerlo personalmente, di essere stato con lui tanto tempo, di conoscere la sua fragilità, la sua forza emotiva, la sua ruvidezza che forse tanti problemi gli creava nei rapporti con gli altri, ma che era così parte della sua arte e della sua musica da non poter essere altriment. Trovo che il valore dell’opera a cui ho assistito sia proprio stata questa, portare lo spettatore per mano a conoscere in profondità la sensibilità di un grande artista, soffrendo con lui per la sua infelicità quasi cronica, la sua sensazione di inadeguatezza per uno stile così personale e difficile.
La formula è originale e coinvolgente la voce calda e confidenziale di Quirino Principe che narra in una appassionata lezione, desta la curiosità dello spettatore e la voglia di conoscere di più di quest’uomo, a questo punto entrano i rapporti epistolari, i pensieri, i confronti con gli altri musicisti di Gustav Mahler, che grazie all’interpretazione di Massimiliano Finazzer diventano reali, sinceri, ma soprattutto ti fanno vivere i suoi sentimenti, ti raccontano il suo carattere, e mi hanno fatto capire la sua profonda sensibilità e fragilità mascherata, maschera che si scioglie quando le note del piano, che ti portano per mano in quell’atmosfera mitteleuropea di fine 800 e primi 900, invadono la sala e il cuore del pubblico, mostrandoci la vera natura dell’uomo e dell’artista. La grazia di Gilda Gelati arriva con la stessa forza con cui come probabilmente l’amore è entrato nella vita di Mahler. Regalandoci ancora tanto di lui e facendoci capire ancora una volta chi era.
Grazie ancora di aver messo in scena questa originale rappresentazione: un modo emozionante e diretto di scoprire grandi personaggi e le loro affascinanti storie.

Luca Lucini

Ogni cosa è crocifissa, immobilizzata, dal Tuo Amore senza fine.
Arnoldo Mosca Mondadori

Lo spettacolo mi ha colpito… è davvero bello!
Ferruccio Soleri

Ho davvero gradito lo spettacolo culturale su Gustav Mahler. Finazzer Flory ha guidato per mano gli spettarori come un premuroso docente fa con i propri allievi. Infatti, per far sì che il pubblico memorizzasse ha portato a conoscenza il Mahler uomo e artista recitando delle sue lettere, che evocavano amore per la moglie, dolcezza e schiettezza nell'amicizia, dolore per la morte della figlioletta, e poi i paesaggi vissuti dal lui , i sentieri nel bosco calpestati dai suoi passi imperiosi, un modo tutto suo per concentrarsi e ricavare dal Creato quell'armonia che poi materializza in note, che allieteranno l'animo di chi ascolta nei secoli la sua musica.
Rosa Alberoni


Ho apprezzato "Gustav Mahler" come "spettacolo di cultura". Le lettere del grande musicista sono un segmento, profondo quasi allarmante, di cultura viennese. Una corrispondeza coi massimi aristi dell'epoca. Testi integrali, una magnifica ballerina classica, un musicologo perfettamente inserito, e Finazzer che trasmette efficace, senza facili mediazioni da audience.

Pino Farinotti

La serata mi è parsa come uno straordinario omaggio alla persona di Mahler per la sua voce evocata per pianoforte da Quirino Principe, per colorature di melanconia ed esultanza per ottone e silenzi, per il recitativo elegegiaco-drammatico performato da
Massimiliano Finazzer Flory di ampie risuonanze, mentre l'armonia indicibile e sublime dell' immaginazione creativa è stata evocata dalle movenze del corpo incorporeo di Gilda Gelati, lieve come una dinamica metafora visiva dispersa nella notte milanese, ma indimenticabile.

Tomaso Kemeny

Apprezzo molto i lavori teatrali di Finazzer Flory: hanno il merito di affrontare sempre temi importanti, mai banali, riuscendo a comunicarli con emozione. “Il tempo di Gustav Mahler” mi ha sorpreso per la riflessione, per l’appunto, sul tempo, ma soprattutto per quella sul bambino, sul male nei confronti dell’innocente. Sono argomenti enormi che meritano di essere sempre ripresi e ripensati; ringrazio l’amico Massimiliano per aver dato l’occasione di ritornare su tali questioni.
Silvano Petrosino


Quello di Massimiliano Finazzer Flory è un "teatro didattico", le biografie si trasformano nel viaggio dell'esistenza, prendono per mano lo spettatore e lo accompagnano verso altri significati, che riguardano la vita, la bellezza e il dramma.
Velasco Vitali


Non possiamo conoscere tutto e ogni proposta che possa arricchirci sul piano culturale va accolta con entusiasmo. Finazzer Flory, decisamente azzeccato in questo ruolo, e Principe hanno fatto un grande lavoro drammaturgico e sono straordinari per la loro capacità di recitazione a memoria. Felice anche la scelta di far interpretare Alma Mahler ad una danzatrice così bella.
Giuliana Lojodice

Il Massimiliano che noi conosciamo come assessore della più importante città d’Italia sostiene che invece Lui è un Attore e basta. Anche questo non è vero: perché in verità Lui prima ancora di essere Attore è un Autore. Inventore o diffusore di un genere alquanto ambizioso di cui è ormai il massimo specialista: quello di intrufolarsi nell’esistenza privata e artistica di grandi esponenti dell’arte attraverso loro scritti, citazioni biografiche, testimonianze e aneddoti e altri documenti rilevanti, significativi, «parlanti», che Lui cuce insieme, recita, anzi impersonifica con dilettevoli e colti contorni musicali. Così Lui è già diventato per circa un’ora ogni volta Beethoven, Borges, Marinetti e ultimamente Mahler. Non male per farsi ospitare, legittimato, nel club dei geni del mondo. Così il Massimiliano scatena anche il furore delle personali predilezioni di ciascuno di noi (io gli ho suggerito Handel e Don Chisciotte, quest’ultimo per la troppo calzante identificazione con la sua allampanata figura). Il genere teatrale Finazzer Flory (mini vite illustri sceneggiate in cinquanta minuti con accompagnamento musicale e talvolta perfino danze e cotillons) attende ancora un nome adeguato. Provvisoriamente chiamiamolo «Le mille vite di Finazzer Flory».
Umberto Allemandi

La rappresentazione dell'esistenza tormentata di un artista geniale, oppresso dalle contingenze del suo tempo e tormentato dalle sofferenze personali; il dramma di un uomo dalla sensibilità straordinaria e dalla personalità prismatica che è stato capace di sublimare il dolore, di trasfigurarlo e di tramutarlo in arte. Questo è “Mahler”, lo spettacolo teatrale scritto, interpretato e diretto da Massimiliano Finazzer Flory e reso ancora più suggestivo dal contrasto tra scenografia minimale ed essenziale e monologhi articolati e pindarici. Grazie alla sua interpretazione magistrale e alla sua intensa partecipazione, Massimilano Finazzer Flory ci restituisce fedelmente un ritratto profondo e articolato di Mahler, della sua complessità di uomo e di compositore, soffermandosi in particolare sulla dicotomia Eros e Thanatos, componente qualificante della sua musica e della sua esistenza, e dando vita ad una rappresentazione coinvolgente della vicenda umana di Mahler.
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

 

Prima assoluta

 

Spoleto, 53° Festival dei Due Mondi, Sala Frau, 3 luglio 2010 ore 21.30
Napoli, PAN Palazzo delle Arti, 28 luglio 2010 ore 19.30

Date 2011

Roma, Auditorium Parco della Musica, sala Petrassi, 17 gennaio 2011
Bari, Teatro Petruzzelli, 19 gennaio 2011
Bologna, Teatro San Martino, 18 febbraio 2011
Venezia, Teatro Goldoni, 25 febbraio 2011
Verona, Teatro Nuovo, 9 marzo 2011
Firenze, Piccolo Teatro | Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, 26 maggio 2011

I promessi sposi di alessandro manzoni

 

 

I promessi sposi di Alessandro Manzoni

 

spettacolo teatrale tratto dall'omonimo romanzo

 

regista e interprete Massimiliano Finazzer Flory

voce narrante David Gibbons

coreografie di Gilda Gelati
prima ballerina del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano

musiche di G. Verdi, P. Mascagni, V. Bellini, N. Paganini
eseguite da Elsa Martignoni
violinista dell’Orchestra Giuseppe Verdi di Milano

 


Dei promessi sposi: una storia d'amore, in apparenza.

Nell’ambito dei 150 anni dell’Unità d’Italia questo progetto teatrale vuole creare un incontro fra Alessandro Manzoni, lo scrittore dell’Italia unita più famoso al mondo, e i maggiori compositori della modernità al fine di mettere in scena il nostro mondo, con le sue virtù, i vizi e le contraddizioni, capaci, pur sempre, di emozionare.

In scena i capitoli VI, VIII, XII, XXI, XXXIV e XXXVIII. Per offrire una duplice sfida. Anzitutto quella di far “sfilare” personaggi come Don Rodrigo, Fra Cristoforo, Lucia, l’Innominato, Renzo e il popolo come figure shakespeariane, quasi ognuna dovesse duellare prima di tutto con se stessa. La seconda sfida intende, invece, mettere in luce in che modo la lingua di Manzoni, anche senza l’intervento della Provvidenza, continui a essere, oggi più che mai, polifonica, polemica e poetica, incredibilmente contemporanea, teatrale.
Per ritrovare, così, fra musica, danza e parola il filo rosso dell’opera che risiede nello sguardo – partecipe e impietoso -con il quale lo scrittore osserva l’uomo, nella sua metamorfosi da individuo a folla, e quanto la storia di ognuno sia parte, consapevole o no, della storia di tutti.

Nel XVII secolo, sui monti che costeggiano il lago di Como, nell'Italia del Nord, due giovani, alla vigilia del matrimonio, scoprono che il tiranno del paese ha delle mire sulla ragazza. Mentre la carestia e la peste sterminano un popolo sfruttato e sottomesso, la loro storia si colora di tinte shakespeariane. Lucia conoscerà gli orrori del rapimento e della reclusione, Renzo l’angoscia della condanna e della fuga. Un lieto fine? Forse. Ma certo la fine della peste, il matrimonio dei due giovani, la descrizione appena accennata della loro vita successiva, hanno spinto un intero popolo a interrogarsi sul proprio presente, a immaginare possibile un diverso futuro.



 


Tournée internazionale 2012


Principato di Monaco, 9 gennaio 2012 - ore 19.00
Montecarlo - Teatro Princesse Grace

Turchia, 21 febbraio 2012 - ore 19.00
Istanbul - Teatro dell'Istituto di Cultura Italiana

Danimarca, 2 marzo 2012
Copenaghen - Istituto Italiano di Cultura

Belgio, 5 marzo 2012
Bruxelles - Teatro San Michel

Francia, 7 marzo 2012
Parigi - Teatrino dell’Ambasciata d’Italia

Stati Uniti, marzo 2012
12 marzo Miami - The Colony Theater
14 marzo Houston – Rice University
20 marzo Chicago - Chicago Cultural Center - Claudia Cassidy Theater
22 marzo New York - Lincoln Center

Mongolia, 9 maggio 2012
Ulan Bataar - Teatro d’Opera e del Balletto dell’Accademia

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Prossime date in Italia

Venezia, Teatro Goldoni - 26 gennaio 2012
Verona, Teatro Nuovo - 14 febbraio 2012



 


Tournée internazionale 2011

Stati Uniti giugno, luglio, ottobre 2011
Providence - Trinity Repertory Theater
New York - Lincoln Center
Boston - Dante Alighieri Cultural Center
Washington - Kennedy Canter - Terrace Theater
Chicago - Chicago Cultural Center - Claudia Cassidy Theater
Miami - The Colony Theater
San Francisco - Fort Mason Center - Cowell Theater
Los Angeles - The Italian Culture Institute, Sala Rossellini
Pittsburgh - Auditorium Bellefield - University of Pittsburgh

Canada ottobre 2011

Toronto - Green Theatre

Argentina novembre 2011
Buenos Aires - Teatro San Martin

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Date in Italia

Lunedì 11 luglio '11, ore 21.15, Nuovo Festival del Vittoriale

 


I promessi sposi di Alessandro Manzoni

 

anteprima Salone Internazionale del Libro di Torino

Prima rappresentazione, versione in lettura:
Lunedi 25 gennaio 2010 | Milano, Teatro alla Scala

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