“Cirino e Marilda non si può fare”

Anna Marchesini è un’attrice italiana conosciuta al grande pubblico per via dei suoi trascorsi televisivi, molto attiva invece al giorno d’oggi come scrittrice e autrice teatrale, nonché come interprete delle pieces da lei stessa scritte. Il suo ultimo lavoro si intitola “Cirino e Marilda non si può fare”, storia tratta dall’ultimo libro scritto dalla Marchesini e pubblicato dalla Rizzoli, “Moscerine (la scrittura è felicità)”.

Quest’opera è stata già rappresentata in vari teatri d’Italia, e dal 15 al 24 marzo 2016 sarà rappresentata anche sul palco del Teatro della Pergola di Firenze. La Marchesini era assente da questa sala da quasi dieci anni. L’ultimo lavoro da lei portato in scena nel capoluogo toscano era stato “La cerimonia della massaggio” di Alan Bennett. In quel caso era stata solo interprete: in questo caso, come si diceva, è anche autrice, perché il testo che porta in scena è anche stato redatto da lei stessa, che tra l’altro è interprete unica. Infatti l’attrice è praticamente sola sulla scena: quando il sipario si apre appare lei, elegantemente vestita in un completo disegnato per lei dalla Maison Gattinoni, seduta su uno sgabello con davanti un leggio. Ad accompagnarla ci sono soltanto i componenti del gruppo musicale “Aire de Mar”: Martin Diaz alla chitarra, Marco Collazzoni al sax e flauto e Saverio Federici alle percussioni. La storia che la Marchesini narra, prendendo di volta in volta la voce di ogni personaggio, è quella del professor Cirino Pascarella, un professore timido ed introverso di cinquant’anni. Da sempre il professor Pascarella vive da solo, nella stanza numero 12 della pensione Smeraldo. Cirino appare come un uomo piatto, che non ha mai vissuto veramente la sua esistenza; la Marchesini dice di lui che è una persona la cui storia è stata scritta con un inchiostro sbiadito. Eppure c’è qualcosa che il professore nasconde, dietro la sua apparenza comune e anche un po’ banale. Questo qualcosa emergerà quando deciderà prepotentemente di fare irruzione nel suo mondo privato la signora Olimpia, che è la proprietaria della pensione in cui l’uomo vive. Olimpia infatti ha una figlia, Marilda, che ha quarant’anni e che come Cirino vive da sola, senza un compagno. Olimpia trova dunque che Cirino e Marilda potrebbero formare una copia perfetta e fa tutto ciò che è in suo potere affinchè i due si possano incontrare; ma il suo intervento avrà esiti del tutto inattesi. Anna Marchesini ha detto di aver scritto questo pezzo esclusivamente per il teatro; di averlo pensato in seno al suo libro, ma di aver voluto allo stesso tempo creare qualcosa che vivesse di vita esclusiva sul palco. A chi le chiede se non si trovi in imbarazzo a recitare tutta sola, protagonista unica di un’opera che però è corale, l’attrice risponde che ormai non ha più bisogno di cambiarsi d’abito per poter vestire i panni di vari personaggi. La Marchesini infatti ha iniziato la sua carriera studiando recitazione nelle più serie e prestigiose scuole, ma deve il fulcro della sua formazione alla collaborazione con Tullio Solenghi e Massimo Lopez, con i quali negli anni ’80 formò il trio Lopez-Marchesini-Solenghi, che spopolò sia in teatro che sul piccolo schermo. Dopo che le strade dei tre attori si sono separati, la Marchesini ha continuato il suo percorso in solitaria, senza farsi fermare nemmeno dalla malattia che la affligge. Nel 2006 portò sul palco “Le due zittelle”, da un testo di Tommaso Landolfi, nel quale vestiva i panni di ben 15 personaggi diversi. Adesso al Teatro della Pergola sarà possibile vederla nuovamente in azione, nell’atto unico “Cirino e Marilda non si può fare”, dal 15 al 24 marzo.