I videogiochi e il teatro

Il mondo della tecnologia, dell’informatica e di internet hanno ormai colonizzato ogni aspetto delle nostre esistenze: era così praticamente impossibile che un giorno non approdassero anche sulle assi di un palcoscenico. Inevitabile cioè che anche il teatro si interessasse a queste nuove realtà che però in pochissimi anni stanno condizionando in modo massiccio tutti gli aspetti della quotidianità.

Al Karakorum Teatro di Varese il primo ottobre c’è stata la messa in scena di un pezzo originale della compagnia Bahamut, che ha avuto come tema un aspetto specifico del mondo virtuale, ovvero i videogiochi. Prima di entrare nei dettagli dello spettacolo, vale la pena di presentare un po’ il teatro Karakorum, che da sempre si impegna a promuovere compagnie giovani e innovative, a far conoscere artisti che faticano ad arrivare sui circuiti maggiori ma che sono capaci di portare una grande ventata di novità sui palcoscenici italiani. Per questo il teatro ha creato una serie di appuntamenti che rientrano sotto il nome di Progetto Sepakeasy. Si tratta di incontri che vanno oltre alla mera rappresentazione frontale: si comincia con un momento conviviale, un aperitivo in cui attori e pubblico possono incontrarsi e confrontarsi, cominciando già a pregustare lo spettacolo successivo. Segue poi la rappresentazione vera e propria, che usa stilemi e forme inusitate e sempre coinvolgenti. La compagnia Bahamut che si è esibita il primo ottobre viene da Milano ,e non è la prima volta che nei suoi lavori vuole riflettere sul sempre maggiore coinvolgimento che le persone provano nei confronti di tutto quello che concerne le nuove tecnologie. Nello spettacolo “It’s app to you”, che è un gioco di parole tra i termini anglosassoni “up” (sopra) e “app” (che usiamo anche noi per indicare le applicazioni da scaricare sul telefonino) hanno deciso di focalizzare l’attenzione su quei passatempi ludici che basano il loro divertimento sulla confusione tra reale e virtuale. I moderni videogiochi hanno grafiche sempre più accattivanti, che consentono all’utente di immergersi completamente in una realtà che non esiste ma a volte sembra più concreta e tangibile di quella vera. Basti pensare al recentissimo fenomeno di “Pokemon Go”, un giochino da usare su smartphone che conduceva i fruitori a girare per strade e città alla ricerca di animaletti fittizi. “It’s app to you” racconta così di 47, un giocatore che deve impersonare 46, il suo alter ego virtuale che è stato appena ucciso e vuole scoprire come. Nell’evoluzione della vicenda accade che i contorni tra ciò che è reale e ciò che è virtuale si facciano sempre più labili e inafferrabili fino al punto da diventare inattingibili, e che ribaltare completamente le prospettive sia l’unico modo per trovare una via di uscita. Alla rappresentazione è preceduto non solo il consueto aperitivo, ma anche un piccolo concerto di musica elettronica dal vivo curato dal collettivo La Creatura ed eseguito dal Dj set TREEGA. La serata ha avuto inizio così alle ore 19:30, con la partecipazione anche dello Studio Oneiros, che è una start up di Firenze che ha messo a punto una visual novel che a sua volta gioca tra reale e virtuale. Alle ore 21:00 c’è stata la rappresentazione scenica, e infine c’è stato anche un dopo spettacolo che ha avuto ancora una volta come tema i videogiochi. Come sempre, le serate al teatro Karakorum si compongono di molti stimoli differenti e cercano di dare una mano alle realtà giovani ed emergenti del Paese, che hanno così una possibilità di farsi conoscere e di diffondere le proprie idee.