Il Teatro Greco di Siracusa e i suoi guai

Il Teatro Greco di Siracusa è uno dei teatri più antichi del mondo e uno dei pochissimi che ha ancora il pregio di potersi considerare “vivo”: infatti sul suo vetusto palcoscenico ogni estate tornano a risuonare le voci degli dei e degli eroi raccontati dai tragediografi e drammaturghi grechi, e molte altre iniziative trovano qui il loro scenario ideale.

Tutto questo però presenta un prezzo molto salato da pagare, come è emerso in questi giorni, a partire dal momento in cui il ministro dei beni Culturali Dario Franceschini ha deciso di commissariare l’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), l’ente preposto alla tutela e alla conservazione del teatro. L’UNESCO ha infatti minacciato di togliere al sito il titolo di Patrimonio dell’Umanità se non si procederà ad urgenti e necessari interventi di restauro, visto che questo luogo, così affascinante e carismatico, oggi sta letteralmente cadendo a pezzi. Di anni ne ha, ma non è solo il passare del tempo che ha fessurato le sue antiche pietre, né solo le intemperie che hanno causato pozze d’acqua e stagni paludosi. In realtà si deve addebitare tutto questo soprattutto all’incuria della gestione degli ultimi anni, che si è preoccupata solo di organizzare spettacoli e di incassare lauti biglietti senza effettuare alcun intervento di manutenzione, né ordinaria né straordinaria. Si sa inoltre come, purtroppo, si possa fare ben poco affidamento sul senso civico delle persone, che spesso, non comprendendo la fragilità di un luogo di così antica memoria, sale sui gradini con tacchi e scarpe con suole inadeguate, senza preoccuparsi dei danni che potrebbero arrecare. Inoltre, le gradinate sono state ricoperte di legno, che a lungo andare ha finito per soffocare e indebolire le pietre sottostanti. La Soprintendenza locale ha deciso di correre ai ripari: per arginare almeno temporaneamente la situazione ed evitare ulteriori danni ha predisposto la rimozione delle coperture in legno; al loro posto verranno usati dei cuscini per gli spettatori. Inoltre, a questi ultimi sarà fatto obbligo di indossare calzature adeguate e rispettose del sito. La fragilità del Teatro di Siracusa è tale che si è deciso anche di dirottare la maggior parte delle altre iniziative verso l’Anfiteatro Romano, che è stato recentemente restaurato. Si continueranno però a svolgere qui le Rappresentazioni classiche, fatta salva la richiesta della Sovrintendenza all’INDA di fornire con congruo anticipo il progetto delle scenografie, in modo tale che essere possano essere modificate, qualora trovate inadeguate, prima dell’avvio della stagione teatrale. Resta comunque necessario un intervento di restauro radicale, affiancato poi da restauri calibrati e costanti nel tempo, come rilevato da diversi esperti del settore chiamati a dare un loro parere a seguito di accurate perizie. Secondo Lorenzo Lazzarini, esperto mondiale di restauro lapideo e componente della Commissione permanente per i marmi del Partenone di Atene, è necessario che delle maestranze competenti d’ora in poi si occupino della cura del Teatro Greco di Siracusa, e il personale del Centro Regionale di Restauro si è reso immediatamente disponibile. Resta il problema del costo che potrebbero avere dei lavori di restauro eseguiti regola d’arte; non si conoscono cifre precise ma si parla di qualcosa come 4 milioni di euro. Parte di questa cifra potrebbe venire dagli incassi delle precedenti stagioni, che sono ancora fermi nelle casse della Regione. Nell’attesa di trovare un’adeguata quadratura del cerchio che salvi capra e cavoli (teatro e spettacolo), si prepara la nuova stagione con l’allestimento delle scenografie e la creazione del cast di attori. La magia come sempre si ripeterà, e le immote pietre del Teatro di Siracusa, indifferenti alle piccolezze degli uomini, ripeteranno il loro antico spettacolo.