Il Teatro del Grillo e la crisi del settore

Purtroppo non è un mistero che il teatro in particolare, e la cultura in generale, stiano attraversando un periodo di grossa crisi, legata non solo e non tanto alla crisi economica quanto più a profondi mutamenti della società niente affatto rassicuranti.

Ci sono occasioni in cui questo stato delle cose viene riportato a galla, ad esempio come è successo nel confronto con i responsabili della prossima stagione teatrale del Teatro del Grillo di Soverato, che si trova in provincia di Catanzaro. Claudio Rombolà è il direttore del teatro del Grillo; Patrizia Suppa ne è il direttore di scena e Francesco Severino è un attore che ne ha calcato spesso il palcoscenico. Tutti e tre hanno voluto incontrare la stampa ad inizio dicembre 2015: in primis per presentare il nuovo cartellone, ma anche per approfondire proprio la tematica sopra introdotta, ovvero la grandissima difficoltà che oggi si trova ad affrontare chi desidera fare teatro in Italia. Rombolà ha anzi focalizzato ulteriormente il problema, identificandolo con la marginalità che il sud Italia, nell’economia nazionale, ha sempre rivestito in ogni settore, e quindi anche quello della cultura e dello spettacolo. Il direttore ha infatti lamentato la grande difficoltà che spesso si incontra nel recepire dei fondi pubblici, e soprattutto il panorama di assoluto abbandono in cui lui e i suoi colleghi si sono trovati a lavorare. Basti pensare che in tutta la Provincia di Catanzaro il Teatro del Grillo è l’unico esistente, e Rombolà avanza anche l’ipotesi che sia praticamente l’unico in tutta la regione. Da 25 anni solo questa struttura propone degli spettacoli alla popolazione locale, con uno sforzo davvero encomiabile. La difficoltà maggiore che si incontra vivendo una simile situazione risiede nel fatto che le compagnie teatrali difficilmente accettano di esibirsi su un unico palco, e desiderano sempre poter avere un numero maggiore di date, ma questo, per quel che riguarda il Teatro del Grillo, è impossibile. Il direttore ha anche spiegato di aver valutato la possibilità di mettere in piedi un cartellone più commerciale, ma di aver subito distolto la mente dall’idea. Da sempre il Teatro del Grillo, infatti, propone una selezione di titoli di assoluta qualità e di grande spessore artistico, poiché è convinzione della direzione che il compito del teatro sia quello di formare il pubblico. La vocazione alta dello spettacolo teatrale non può essere tradita, neppure di fronte alle più grandi difficoltà. Che Soverato stia vivendo un momento di declino è evidente, continua il direttore, come dimostra anche la chiusura del maxicinema; ma è anche vero che tale declino non può essere superato abbassando l’offerta qualitativa del teatro, che anzi deve continuare a distinguersi per l’elevato livello delle produzioni proposte. Alla fine si è dunque passato a discutere del cartellone e della campagna di abbonamenti, dopo un commosso ricordo del recentemente scomparso Luca De Filippo. I titoli previsti a partire dal mese di dicembre per il Teatro del Grillo sono i seguenti: il 20 dicembre sarà messo in scena “Novecento“ di Alessandro Baricco; il 10 gennaio “Flebowsky”; il 31 gennaio “L’invenzione senza futuro. Viaggio nel cinema in 60 minuti”; il 7 febbraio “Polvere”; il 6 marzo “Diamoci del tu” con Anna Galiena ed Enzo De Caro, e infine dal 16 marzo Claudio Rombolà dirigerà personalmente la commedia di Luigi Pirandello “Tutto per bene”.