Teatro sperimentale al Testori

Il Teatro Testori di Forlì propone per il mese di febbraio 2017 due spettacoli fuori cartellone che si caratterizzano per la loro originalità. Le due compagnie che ne saranno protagoniste fanno parte di un bando di cooperazione internazionale il cui nome è “Platform Shift+”.

Al bando partecipano dieci compagnie teatrali provenienti da nove nazioni differenti, unite da un comune tratto identificativo che è l’originalità. All’interno di questo progetto si cerca di avvicinare il linguaggio teatrale ai più giovani attraverso l’uso di qualcosa che essi conoscono bene, vale a dire le nuove tecnologie. Invece di demonizzare la tecnologia si cerca piuttosto di utilizzarla in modo creativo per raffigurare la realtà in modo preciso e aprire nuovi orizzonti, facendo familiarizzare i ragazzi con la modalità espressiva teatrale. Le due compagnie del Platform Shift+ che si esibiranno a Forlì sono il Teatro O Bando, portoghese, e il Pilot Theatre di York; la prima si esibisce il 21 febbraio e la seconda il 28 febbraio. La particolarità che contraddistingue entrambe le messe in scena è che esse verranno eseguite in lingua originale, senza alcuna traduzione in italiano. Questo richiede un maggiore impegno e un maggior coinvolgimento da parte del pubblico che, di fatto, viene chiamato ad essere qualcosa di più che un semplice spettatore. Anche i brani messi in scena presentano delle peculiarità molto interessanti. Il Teatro O Bando ( termine portoghese che vuol dire, letteralmente, stormo di uccelli) rappresenta il brano “Ausência” di João Neca. Il titolo significa assenza, e difatti il protagonista dell’opera è un viaggiatore pieno di assenza. Questi attraversa i luoghi senza consapevolezza di sé, né del mondo che lo circonda, conosce luoghi e persone senza mai venire realmente in contatto con loro. L’icona del viaggiatore è l’immagine dell’uomo moderno che, pur potendo vivere in tanti luoghi contemporaneamente, sembra essere sempre assente a se stesso, alla sua più profonda umanità. Questa è, d’altro canto, una delle tematiche preferite dal Teatro O Bando, che si muove sulla scena con una curiosa macchina che cambia forma e funzione a seconda della necessità del momento. Lo scopo ultimo del gruppo teatrale è quello di coinvolgere il pubblico, di risvegliarne la coscienza trattandolo come partner in un dialogo e non come mero oggetto di sfruttamento commerciale. Il 28 febbraio invece va in scena “The Machine Stops”, tratto da un racconto di E. M. Forster, che è narrato in lingua inglese. Si tratta di un brano che appartiene al genere della fantascienza e che racconta un futuro distopico in cui gli uomini sono costretti a vivere sottoterra. Gli esseri umani non possono più comunicare direttamente gli uni con gli altri poiché sono racchiusi ognuno all’interno di un proprio spazio. Sono però messi in connessione tra di loro da una macchina, The Machine, che può leggere i loro bisogni e li fa parlare tramite delle videochiamate simili a quelle che si svolgono via Skype. Si capisce facilmente come la tematica trattata sia di scottante attualità, in quanto racconta del rapporto sempre più stretto, e sempre più inesplicabile, che abbiamo con le nuove tecnologie. Tali tecnologie erano nate per aiutarci, ma hanno finito per dominarci, per catalizzare completamente il nostro tempo e soprattutto per viziare la natura dei nostri rapporti. Anche il Pilot Theatre, come il Teatro O Bando, non propone un teatro semplice e di immediata fruizione, ma pone domande, dubbi e problemi, al fine di risvegliare le coscienze e stimolare il senso critico del suo pubblico.