L’anniversario della fondazione del Teatro Stabile di Torino

L’arte drammaturgica, nonostante l’avvento della televisione e di altre forme di intrattenimento multimediali, non ha mai perduto il suo appeal nei confronti del pubblico. Un film visto in televisione può regalare molte emozioni; ma mai quanto poter assistere alla recitazione dal vivo degli attori su un palco.

Per questo ci sono traguardi importanti, che vanno festeggiati, perché ogni teatro che ancora esiste sul suolo italiano è il germe di un “altro” modo di fare arte, più empatico e sempre innovativo ,rivoluzionario e deflagrante. Il 28 maggio 2015 si sono festeggiati i primi sessant’anni del Teatro Stabile di Torino, uno dei veri pilastri dell’arte drammaturgica nel nostro paese. Per l’esattezza, questo teatro nacque nella notte a cavallo tra il 27 e il 28 maggio 1955: all’epoca si chiamava Piccolo Teatro della Città di Torino, e la sua istituzione fu voluta dall’allora sindaco Amedeo Peyron. Il motivo per il quale si volle a Torino un teatro va ricercato ancora più indietro. All’epoca, esistevano già due teatri con la stessa denominazione, “Piccolo”, e più precisamente a Milano e Genova. Il primo era stato istituito nel 1947, e il secondo nel 1951. Prima della creazione di un nuovo teatro, la vecchia struttura che a Torino ospitava le rappresentazioni sceniche era il Gobetti. Nel 1954, per dare nuova vitalità a quella struttura ormai obsoleta e vecchia, si decise di chiedere aiuto proprio a Genova, facendo venire in città degli spettacoli delle compagnie teatrali liguri. Ma quel progetto non ebbe successo, e fu così che cominciò a maturare l’idea della necessità di un nuovo Teatro. A concretizzare poi quell’idea fu soprattutto la volontà di Maria Tettamanzi. La Tettamanzi era a quei tempi Assessore all’Istruzione e alle Belle Arti della Città di Torino, ma in passato era stata una partigiana. Abituata a combattere, decisa e volitiva, la Tettamanzi fu tra le principali promotrici dell’istituzione di un Teatro a Torino, e riuscì nel suo scopo anche grazie all’appoggio di un altro importante personaggio della Torino dell’epoca, ovvero Carlo Tabucco, che era il co diretto del giornale “Il popolo nuovo”. Una volta istituito, il Teatro Piccolo iniziò ad ospitare spettacoli di qualità: il suo primo direttore fu Nico Pepe, che era anche un attore, e la prima opera che fu messa in scena era una pieces teatrale di Carlo Goldoni, “Gli Innamorati”. Così ebbe inizio: in seguito la direzione passò a Gianfranco De Bosio, che nel 1957 subentrò a Pepe e che trasformò il Teatro Piccolo in Teatro Stabile, l’attuale denominazione. Poi fu la volta della direzione collegiale del 1968, di Franco Enriquez, ldo Trionfo e Mario Missiroli, Ugo Gegoretti e Luca Ronconi, ad oggi considerato il migliore tra i direttori che lo Stabile abbia mai avuto. A lui sono seguiti Guido Davico Bonino, Gabriele Lavia, Massimo Castri, Walter Le Moli e Mario Martone. Di epoca in epoca, e di direzione in direzione, il Teatro Stabile di Torino ha sempre cercato di mantenere i suoi elevati standard qualitativi, e così cerca di fare ancora oggi, nonostante i tempi siano molto mutati e la crisi, anche per il mondo del teatro, sia più che evidente. Il pericolo più grande che strutture del genere devono cercare di scongiurare è quello dell’autorefenzialità: troppo facilmente si finisce per ripiegarsi su se stessi, dimenticando invece che il teatro si deve caratterizzare per la continua spinta al nuovo, e che deve sempre osare, per mantenere fede alla sua natura, e alla sua vocazione.