“Teorema”: dal cinema, al romanzo, all’opera teatrale

Pier Paolo Pasolini è stato uno degli scrittori e degli intellettuali più controversi del nostro cinema e della nostra letteratura: la sua tragica fine è ancora viva nella memoria degli italiani e la sua opera ancora ben lungi dall’essere stata compresa fino in fondo. Pasolini fu amato e fu odiato: di certo era un personaggio che non lasciava nessuno indifferente.

Al giorno d’oggi quindi richiede ancora molto coraggio confrontarsi con i temi che egli portò sullo schermo e sulle pagine dei suoi scritti poiché, anche se sono stati trattati alcune decine di anni fa, si presentano sempre di stretta e scottante attualità. Appare dunque molto interessante l’operazione compita dal Teatro Stabile Sloveno (TSS) che ha deciso di riprendere in mano uno dei film più dibattuti di Pasolini ( secondo forse solo a “Salò o le 120 giornate di Sodoma”), ovvero “Teorema”. “Teorema” fu girato nel 1968 e all’epoca della sua uscita nelle sale cinematografiche fece enorme scandalo. La storia raccontava infatti di un giovane misterioso che sconvolge la vita dei componenti di una famiglia borghese della Milano bene di quegli anni. Il ragazzo ha rapporti sessuali con la madre, con il padre, i due figli (maschio e femmina) e la domestica. Il suo passaggio cambia la vita di tutti, che anche dopo che lui se n’è andato non riescono a più ad essere gli stessi e a continuare la vita che facevano prima. La Procura della Repubblica di Roma intervenne nei confronti della pellicola, considerata oscena, e la mise al bando. Qualche mese dopo però il Tribunale di Venezia annullò il bando, riconoscendo che “Teorema” era un’opera d’arte che parlava di sconvolgimenti legati alla sfera della morale e della mistica, e in quanto tale non la si poteva tacciare di oscenità. Al di là di questo la tematica trattata, che in definitiva sottolinea un concetto che era molto caro a Pasolini, quello della nascita dei nuovi fascismi seguita alla fine della Seconda Guerra Mondiale, resta difficile da affrontare ancora oggi. Ciononostante la compagnia del Teatro Stabile Sloveno ha deciso di affrontarla in una trasposizione teatrale che è stata messa in scena a Trieste in lingua slovena, con sopratitoli in italiano. Si è deciso di operare una rivisitazione del testo originale, che viene rispettato in modo piuttosto fedele nella prima parte dell’opera, anche nell’ambientazione che è nella Milano degli anni Sessanta, seguita da una sua attualizzazione ai giorni nostri nella seconda parte. La traslitterazione del testo pasoliniano, impresa non da poco, è stata portata a termine da Milan Markovic Matthis, il quale si è basato sulla traduzione in sloveno operata da Gasper Malej. Malej è stato più volte premiato per la sua encomiabile attività di traduttore del corpus di opere pasoliniane, che se non sono facili da comprendere sono ancora più difficile da rendere in un’altra lingua. Gli attori a cui è spettato l’altrettanto difficile compito di ricalcare le gesta degli attori del film del ’68, ovvero Terence Stamp, Massimo Girotti. Silvana Mangano e Laura Betti (che vinse il premio per la miglior interpretazione femminile alla Mostra del Cinema di Venezia), sono Maja Blagovic, Vladimir Jurc, Nikla Petruska Panizon e Jasmin Mekic. Quest’ultimo è stato “prestato” dal Teatro Nazionale di Fiume ed ha vestito i panni che furono di Stamp, quelli del giovane misterioso. “Teorema” ha debuttato venerdì 10 marzo 2017, insieme alla mostra dedicata al regista sloveno Joze Babic e a quella intitolata “Trieste–Ortona, 694,44 km”.